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Resistenza al fondamentalismo

Italia-Tunisia, un legame rafforzato dai Giusti

In un tempo segnato da conflitti e divisioni, ha un grande valore morale e politico la creazione di un nuovo Giardino dei Giusti a Tunisi - iniziativa nata dalla collaborazione tra Gariwo e il Ministero italiano degli Affari Esteri. Ne abbiamo parlato con S.E. Raimondo De Cardona, Ambasciatore d'Italia a Tunisi. 


"Così ho aiutato i turisti al Bardo"

Il 15 luglio verrà inaugurato il Giardino dei Giusti di Tunisi. Uno degli alberi sarà dedicato ad Hamadi Abdesslem, la guida tunisina che salvò i turisti italiani durante l’attentato al Museo del Bardo. Ecco cosa ci ha raccontato Hamadi, la cui speranza è quella di risentire le persone con cui ha condiviso quel terribile giorno.


Il "miracolo" di Lassana Bathily

Editoriale di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo

Come si può arrivare a una fusione di orizzonti tra persone con percorsi, culture e religioni diverse? È uno dei grandi temi proposti da Zygmunt Bauman nel suo


A scuola di dialogo

L’Istituto comprensivo “B. Lanino” celebra la Giornata mondiale UNESCO della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo con una giornata insieme a Lassana Bathily e Gabriele Nissim, venerdì 20 maggio a partire dalle 9.


Tahar Ben Jelloun: "Una soluzione? La poesia"

Tahar Ben Jelloun ha raccontato il mondo arabo e l'emigrazione in libri che sono dei capolavori, come Partire o Il razzismo spiegato a mia figlia. Il 14 novembre, dopo gli attentati di Parigi, ha rilasciato una dichiarazione che può suonare utopistica: "La risposta è la poesia".


Anche la Zona 5 con Khaled al-Asaad

"Aderisco con grande convinzione alla giornata indetta da Gariwo per il 18 novembre, in memoria di Khaled al-Asaad, il custode di Palmira trucidato tre mesi fa dall'ISIS in Siria", ha dichiarato il consigliere della Zona 5 Samuele Menasce. "A questa orrida propaganda noi non ci pieghiamo, e uniamo la nostra alle altre voci che chiedono che a questa oscenità venga posto termine"


Resistenza al fondamentalismo

i musulmani moderati di fronte all'estremismo jihadista

Come dice Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all'Università Europea di Roma e curatrice della raccolta di saggi di Tarek Heggy  Le prigioni della mente araba:

"passare dal livello dell’islam a quello dei musulmani, delle persone comuni, è indispensabile per potere cogliere una realtà dove l’interpretazione estremista e letterale del testo coranico convive con la fede vissuta in modo intimo e personale. Ed è proprio passando dal livello dell’islam a quello dei musulmani che troviamo i “giusti”. [...] è necessario rintracciare e mettere in evidenza quei musulmani che lottano, mettendo anche a repentaglio la propria vita, in nome della libertà di tutti gli esseri umani senza se e senza ma. [...] “Giusto” nel mondo islamico è chi crede nella libertà di religione e di espressione, chi non è deviato da ideologie che privano l’uomo dell’obiettività nel giudicare l’Altro. “Giusto” può essere un intellettuale, un politico, ma anche una persona semplice la cui sensibilità, la cui umanità prevalgono sull’ideologia dominante. Nel mondo islamico contemporaneo difendere un cristiano o un ebreo, scrivere una poesia sull’Olocausto, recarsi in Israele, reclamare pari diritti tra uomini e donne è sempre più rischioso. Purtroppo il silenzio a livello nazionale e internazionale non aiuta i “giusti” nel mondo islamico, non li protegge.Raccontare le storie, avviare un elenco di “giusti” provenienti da questo contesto è di fondamentale importanza per aiutare queste voci e per fare sì che queste voci e queste persone possano essere d’esempio ad altre, dare coraggio ad altre, affinché la schiera dei “giusti” si allarghi e combatta insieme a noi la battaglia in nome dei diritti umani universali a prescindere dall’appartenenza etnica o religiosa".