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Resistenza al fondamentalismo

Razan, Ghayath e la Siria che non vogliamo vedere

Editoriale di Shady Hamadi, scrittore e attivista siriano

Oggi, pare che in Siria ci sia una battaglia che vede due fronti contrapposti: da una parte il regime siriano di Assad e dall’altro i fondamentalisti dell’Isis. In mezzo non ci sarebbe nulla. Di quello che è


"Non si uccide in nome di Dio"

Gli imam francesi condannano il terrorismo, chiedendo ai fedeli di dissociarsi dalle azioni dei jihadisti. Invito in Germania a "ogni fedele cristiano, ebreo o musulmano, nel suo giorno e luogo sacro, a pregare per la comprensione, la pace e la libertà". Per cercare di sventare nuove "guerre sante".


Ahmed e Lassana, musulmani contro il fondamentalismo

Dopo gli attacchi alla redazione di Charlie Hebdo e al supermercato kosher a Parigi, la Francia rende omaggio ad Ahmed Merabet e Lassana Bathily, musulmani contro il fondamentalismo.


Razan e Ghiath, due Giusti dalla Siria

Editoriale di Shady Hamadi, scrittore e attivista siriano

Tutte le dittature ammazzano nel silenzio. Non vogliono creare simboli, eroi. Nonostante ciò, alcune storie riemergono dalla censura di regime. È importante raccontarle al maggior numero di persone per dare l’esempio, per dimostrare


Il Braveheart pakistano

Aitzaz Hassan Bangash ha osservato, ha pensato con la sua testa e ha agito, sacrificando la vita ma salvandone molte altre. E salvando il cuore della società civile pakistana che non vuole sprofondare nel caos come è successo a molti Paesi vicini.  Questo è, e dovrebbe essere, un Giusto.


Il tweet del Presidente Morsi

Il Presidente egiziano Morsi risponderà su Twitter alle domande dei cittadini. Un tentativo di rassicurare l'occudente e la opolazione sul giro di vite del suo governo su giornalisti, attivisti e personalità mediatiche, come il comico Bassem Youssef.


Resistenza al fondamentalismo

i musulmani moderati di fronte all'estremismo jihadista

Come dice Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all'Università Europea di Roma e curatrice della raccolta di saggi di Tarek Heggy  Le prigioni della mente araba:

"passare dal livello dell’islam a quello dei musulmani, delle persone comuni, è indispensabile per potere cogliere una realtà dove l’interpretazione estremista e letterale del testo coranico convive con la fede vissuta in modo intimo e personale. Ed è proprio passando dal livello dell’islam a quello dei musulmani che troviamo i “giusti”. [...] è necessario rintracciare e mettere in evidenza quei musulmani che lottano, mettendo anche a repentaglio la propria vita, in nome della libertà di tutti gli esseri umani senza se e senza ma. [...] “Giusto” nel mondo islamico è chi crede nella libertà di religione e di espressione, chi non è deviato da ideologie che privano l’uomo dell’obiettività nel giudicare l’Altro. “Giusto” può essere un intellettuale, un politico, ma anche una persona semplice la cui sensibilità, la cui umanità prevalgono sull’ideologia dominante. Nel mondo islamico contemporaneo difendere un cristiano o un ebreo, scrivere una poesia sull’Olocausto, recarsi in Israele, reclamare pari diritti tra uomini e donne è sempre più rischioso. Purtroppo il silenzio a livello nazionale e internazionale non aiuta i “giusti” nel mondo islamico, non li protegge.Raccontare le storie, avviare un elenco di “giusti” provenienti da questo contesto è di fondamentale importanza per aiutare queste voci e per fare sì che queste voci e queste persone possano essere d’esempio ad altre, dare coraggio ad altre, affinché la schiera dei “giusti” si allarghi e combatta insieme a noi la battaglia in nome dei diritti umani universali a prescindere dall’appartenenza etnica o religiosa". 

Il libro

La mia guerra all'indifferenza

Jean-Sélim Kanaan (con Alexandre Levy)

Multimedia

Le parole di Lassana Bathily

"ho salvato vite, ma non mi sento un eroe"

La storia

Razan Zaitouneh

un'avvocatessa in difesa dei diritti umani e contro il fanatismo in Siria