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Dopo Parigi, la risposta di Milano contro il terrorismo

Il convegno su Khaled al-Asaad spostato al Piccolo Teatro Grassi

Il convegno internazionale “L’esempio morale di Khaled al-Asaad. Salvare Palmira, patrimonio civile dell’Umanità” del 18 novembre si terrà alle 17.30 presso il Piccolo Teatro Grassi in Via Rovello 2 - e non in Sala Alessi come precedentemente comunicato.

“La giornata di mercoledì, dedicata a Khaled al-Asaad - ha dichiarato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia - sarà una grande risposta unitaria e civica dell’intera città contro la violenza e il terrorismo. Dopo l’esposizione della bandiera francese oggi a Palazzo Marino e il minuto di silenzio dedicato alla strage di Parigi dal Consiglio comunale, mercoledì avremo dunque un ulteriore momento unitario di riflessione. Invito dunque tutti i milanesi a partecipare sia alla cerimonia del mattino al Giardino dei Giusti sia all’incontro del pomeriggio, che abbiamo voluto spostare da Sala Alessi al Piccolo Teatro di via Rovello proprio per permettere al maggior numero di persone di esserci in questo momento di riflessione collettiva”.

17 novembre 2015

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Resistenza al fondamentalismo

i musulmani moderati di fronte all'estremismo jihadista

Come dice Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all'Università Europea di Roma e curatrice della raccolta di saggi di Tarek Heggy  Le prigioni della mente araba:

"passare dal livello dell’islam a quello dei musulmani, delle persone comuni, è indispensabile per potere cogliere una realtà dove l’interpretazione estremista e letterale del testo coranico convive con la fede vissuta in modo intimo e personale. Ed è proprio passando dal livello dell’islam a quello dei musulmani che troviamo i “giusti”. [...] è necessario rintracciare e mettere in evidenza quei musulmani che lottano, mettendo anche a repentaglio la propria vita, in nome della libertà di tutti gli esseri umani senza se e senza ma. [...] “Giusto” nel mondo islamico è chi crede nella libertà di religione e di espressione, chi non è deviato da ideologie che privano l’uomo dell’obiettività nel giudicare l’Altro. “Giusto” può essere un intellettuale, un politico, ma anche una persona semplice la cui sensibilità, la cui umanità prevalgono sull’ideologia dominante. Nel mondo islamico contemporaneo difendere un cristiano o un ebreo, scrivere una poesia sull’Olocausto, recarsi in Israele, reclamare pari diritti tra uomini e donne è sempre più rischioso. Purtroppo il silenzio a livello nazionale e internazionale non aiuta i “giusti” nel mondo islamico, non li protegge.Raccontare le storie, avviare un elenco di “giusti” provenienti da questo contesto è di fondamentale importanza per aiutare queste voci e per fare sì che queste voci e queste persone possano essere d’esempio ad altre, dare coraggio ad altre, affinché la schiera dei “giusti” si allarghi e combatta insieme a noi la battaglia in nome dei diritti umani universali a prescindere dall’appartenenza etnica o religiosa". 

Il libro

La mia guerra all'indifferenza

Jean-Sélim Kanaan (con Alexandre Levy)

Multimedia

Hamadi ben Abdesslem al Monte Stella

per la Giornata europea dei Giusti 2017

La storia

Ghayath Mattar

attivista siriano ucciso per la sua lotta per la democrazia