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"L'azione giusta mi ha cambiato la vita"

Lassana Bathily si racconta a due anni dall'attentato all'Hyper Cacher

Lassana Bathily è un giovane musulmano che, il 9 gennaio 2015, durante gli attentati di Parigi, mise in salvo gli avventori ebrei del negozio dove lavorava dalla furia dei terroristi dell'Isis. Da allora è diventato cittadino francese, ha fondato una onlus anti-radicalizzazione ed è stato onorato in diverse città, come ad esempio al Giardino dei Giusti di Vercelli, dove Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, l'ha conosciuto di recente. Il 14 marzo 2017 anche Gariwo, il Comune di Milano e l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane onoreranno Lassana Bathily con la piantumazione di un albero in suo onore nel Giardino dei Giusti del Monte Stella, alla presenza della cittadinanza, dei giovani delle scuole, dei giornalisti e delle istituzioni. 

Il 7 gennaio 2017 Lassana si è raccontato sul portale France Info. Il 26enne continua a dichiarare di "non essere un eroe". Porta però sulle sue spalle il peso di essere diventato "il simbolo di una Francia fraterna", che manifesta senza divisioni contro il terrorismo. 

La notizia del suo salvataggio dei sei avventori ebrei del supermercato Hyper Cacher si è sparsa per tutto il Paese. A volte gli ha procurato anche problemi: ad esempio alcune persone si sono presentate nel suo quartiere, munite di una sua foto, cercando sue notizie con un fare assai poco benevolo.

Ma in generale, la sua azione giusta gli ha cambiato la vita per il meglio. Le persone lo fermano per strada, chiedono di scattare dei selfie con lui. I giovani gli rivolgono domande come per esempio: "Si sente sempre parlare di musulmani che uccidono, tu invece hai salvato. Che cosa bisogna pensare?". Domande a cui Lassana risponde "i terroristi non conoscono nemmeno il Corano, né combattono per la religione, ma lo fanno per i loro interessi, perché la religione non comanda di uccidere, ma di proteggere la vita"

Il Presidente del suo Paese d'origine, il Mali, Ibrahim Boubacar Keita, gli ha detto: "Con Coulibaly la nostra bandiera era caduta, lei l'ha risollevata". François Hollande si è direttamente occupato di naturalizzare Lassana Bathily conferendogli la cittadinanza francese.

Bathily, poi, pur rendendosi conto, come ormai la maggioranza dei francesi, che tutto il mondo è sotto attacco, è ottimista per il suo Paese d'adozione: "Ci sono tante persone che reagiscono, che continuano a uscire... ne stiamo venendo fuori..". 

12 gennaio 2017

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Resistenza al fondamentalismo

i musulmani moderati di fronte all'estremismo jihadista

Come dice Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all'Università Europea di Roma e curatrice della raccolta di saggi di Tarek Heggy  Le prigioni della mente araba:

"passare dal livello dell’islam a quello dei musulmani, delle persone comuni, è indispensabile per potere cogliere una realtà dove l’interpretazione estremista e letterale del testo coranico convive con la fede vissuta in modo intimo e personale. Ed è proprio passando dal livello dell’islam a quello dei musulmani che troviamo i “giusti”. [...] è necessario rintracciare e mettere in evidenza quei musulmani che lottano, mettendo anche a repentaglio la propria vita, in nome della libertà di tutti gli esseri umani senza se e senza ma. [...] “Giusto” nel mondo islamico è chi crede nella libertà di religione e di espressione, chi non è deviato da ideologie che privano l’uomo dell’obiettività nel giudicare l’Altro. “Giusto” può essere un intellettuale, un politico, ma anche una persona semplice la cui sensibilità, la cui umanità prevalgono sull’ideologia dominante. Nel mondo islamico contemporaneo difendere un cristiano o un ebreo, scrivere una poesia sull’Olocausto, recarsi in Israele, reclamare pari diritti tra uomini e donne è sempre più rischioso. Purtroppo il silenzio a livello nazionale e internazionale non aiuta i “giusti” nel mondo islamico, non li protegge.Raccontare le storie, avviare un elenco di “giusti” provenienti da questo contesto è di fondamentale importanza per aiutare queste voci e per fare sì che queste voci e queste persone possano essere d’esempio ad altre, dare coraggio ad altre, affinché la schiera dei “giusti” si allarghi e combatta insieme a noi la battaglia in nome dei diritti umani universali a prescindere dall’appartenenza etnica o religiosa". 

Il libro

La mia guerra all'indifferenza

Jean-Sélim Kanaan (con Alexandre Levy)

Multimedia

La strage di Piazza Fontana

puntata da "La Storia siamo noi"

La storia

Khaled al-Asaad

il custode di Palmira