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Voi, ragazzi del Vailati, avete dato un buon esempio all’umanità intera

la lettera di Hamadi Abdesslem agli studenti del bus sequestrato

Hamadi al Giardino di Milano

Hamadi al Giardino di Milano

Hamadi Abdesslem è la guida turistica tunisina che, durante l'attacco terroristico al Museo del Bardo di Tunisi, mise in salvo 45 turisti guidandoli all'esterno dell'edificio. Per questo suo gesto, è stato onorato come Giusto al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, ma anche a Tunisi, a Roma, a Neve Shalom e in altre città italiane.  Hamadi ha voluto rivolgere un pensiero ai ragazzi del Vailati di Crema, incontrati qualche giorno fa dal presidente di Gariwo Gabriele Nissim, che con grande coraggio hanno affrontato un momento di terrore, evitando che il peggio accadesse, senza farsi influenzare dai pensieri di odio e intolleranza che quell'episodio avrebbe potuto scatenare in loro. 

Di seguito la lettera.

A tutti voi ragazzi del Vailati, dal titolo di Giusto che mi è stato conferito, tengo molto a dire che avete dato un buon esempio all’umanità intera.

Quell’autobus che vi ha portati tutti - italiani, stranieri, di qualsiasi religione -, in un'atmosfera serena sulla strada della cultura e della scoperta, su cui siete saliti come esseri umani fiduciosi che amano la vita, in un attimo si è trasformato nell’autobus della morte. Quell’autista, a cui la scuola e i vostri genitori hanno dato tutta la fiducia affidandogli la vostra vita, pervaso dall'oscurità dell'odio e dell’ignoranza, si è trasformato all’improvviso in un terrorista. Il male e la mancanza della “ragione giusta” hanno dominato il suo spirito, portandolo, con un solo crudele atto, a gettare il vostro autobus nel buio, nel fuoco, cercando di far nascere un odio che avrebbe potuto offrire una nuova opportunità per incoraggiare il disprezzo e il razzismo, influenzando negativamente qualsiasi tipo di integrazione nella società.

Fortunatamente, il bene esiste, così come il buon senso, e l’amore per l’altro.

Un nobile senso di umanità è intervenuto per rendere ciò che è accaduto sul vostro autobus la testimonianza che il bene è presente in ogni uomo, e che rappresenta la luce che illumina il dritto cammino verso l'essere giusti. È stata la reazione di due di voi, la loro intelligenza, la loro calma, a evitare una tragedia. Hanno agito per il bene di tutti, senza esitazione ma con decisione, senza egoismo e con prontezza, a rischio della propria vita.

È commuovente pensare a quell’incidente, che con tutta probabilità ha segnato molte vite. Ma il vostro autobus continuerà ad attraversare la città per portare un messaggio positivo, per il bene dell’umanità. Finché il bene esiste, ci sarà sempre posto per tutti, con riguardo, dignità, comprensione e amore, al di là delle differenze. La nostra vita è unica, ci è stata donata, e nessuno ha il diritto di portarcela via. Dobbiamo viverla lontano da qualsiasi odio, nella serenità e nel rispetto.

Grazie per questa bella lezione che ci avete dato, che permetterà ad altri giovani, attraverso quell’arma efficace che è la cultura, di avere lo spirito giusto, quello che serve per fare la scelta giusta.

Resto a vostra completa disposizione, dopo essere stato profondamente toccato dalla vostra avventura, che mi lascia ancora più orgoglioso di voi giovani, che siete il nostro futuro. Starà a voi rafforzare la nostra battaglia culturale per il bene dell'umanità e per la giustizia umana. Vi abbraccio, orgoglio del futuro: avete scelto di portare la fiaccola della cultura per far fronte all'ignoranza, all'odio e al fanatismo. Possa la pace accompagnarci e guidare tutte le società. 

Ringrazio voi studenti, i vostri insegnanti, i vigili del fuoco e tutti coloro che hanno "ridato la vita" a quell'autobus, facendolo diventare l'autobus della vera umanità.

Hamadi Abdesslem, Giusto al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano

13 giugno 2019

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Resistenza al fondamentalismo

i musulmani moderati di fronte all'estremismo jihadista

Come dice Valentina Colombo, docente di Geopolitica del mondo islamico all'Università Europea di Roma e curatrice della raccolta di saggi di Tarek Heggy  Le prigioni della mente araba:

"passare dal livello dell’islam a quello dei musulmani, delle persone comuni, è indispensabile per potere cogliere una realtà dove l’interpretazione estremista e letterale del testo coranico convive con la fede vissuta in modo intimo e personale. Ed è proprio passando dal livello dell’islam a quello dei musulmani che troviamo i “giusti”. [...] è necessario rintracciare e mettere in evidenza quei musulmani che lottano, mettendo anche a repentaglio la propria vita, in nome della libertà di tutti gli esseri umani senza se e senza ma. [...] “Giusto” nel mondo islamico è chi crede nella libertà di religione e di espressione, chi non è deviato da ideologie che privano l’uomo dell’obiettività nel giudicare l’Altro. “Giusto” può essere un intellettuale, un politico, ma anche una persona semplice la cui sensibilità, la cui umanità prevalgono sull’ideologia dominante. Nel mondo islamico contemporaneo difendere un cristiano o un ebreo, scrivere una poesia sull’Olocausto, recarsi in Israele, reclamare pari diritti tra uomini e donne è sempre più rischioso. Purtroppo il silenzio a livello nazionale e internazionale non aiuta i “giusti” nel mondo islamico, non li protegge.Raccontare le storie, avviare un elenco di “giusti” provenienti da questo contesto è di fondamentale importanza per aiutare queste voci e per fare sì che queste voci e queste persone possano essere d’esempio ad altre, dare coraggio ad altre, affinché la schiera dei “giusti” si allarghi e combatta insieme a noi la battaglia in nome dei diritti umani universali a prescindere dall’appartenenza etnica o religiosa". 

Il libro

La mia guerra all'indifferenza

Jean-Sélim Kanaan (con Alexandre Levy)

La storia

Razan Zaitouneh

un'avvocatessa in difesa dei diritti umani e contro il fanatismo in Siria