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Resistenza mafia

Serve una nuova parola: responsabilità

Nell’intervista su l'Espresso Don Luigi Ciotti riprende il tema che aveva affrontato durante l’incontro del ciclo L’Italia civile dei don: da don Milani a don Ciotti, ovvero il “furto di parole” che ha svuotato alcuni concetti della loro sostanza. E ne propone una nuova: responsabilità.


XXII Anniversario della Strage di Capaci

Il 23 maggio ricorre il XXII anniversario della morte di Giovanni Falcone, ucciso insieme a sua moglie Francesca Morvillo ed alcuni uomini della scorta nella strage di Capaci ad opera di Cosa Nostra. Numerose le iniziative italiane per ricordare le vittime della mafia.


"Per amore del mio popolo"


Il documento diffuso a natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana da don Peppino Diana e dai parroci della forania di Casal di Principe.


La legalità "giusta"

Al penultimo incontro del ciclo “L’Italia civile dei don: da don Milani a don Ciotti” si discute di legalità “giusta”. A farlo, insieme a Nando Dalla Chiesa, è don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera.


Per amore del mio popolo non tacerò

Gli studenti che hanno partecipato alle attività dell'Asinara nell'estate 2013 presentano, in un ciclo di lezioni all'Università di Milano, le figure dei "preti di frontiera". Uno di questi incontri è dedicato a don Pino Puglisi e don Peppe Diana.


L'anniversario del giorno dopo

Editoriale di Ulianova Radice, co-fondatrice di Gariwo

Ieri si sono svolte le celebrazioni del 21° anniversario della strage di Capaci. 
Due navi di Libera, “Giovanni” e “Paolo”, in ricordo di Falcone e Borsellino, hanno sbarcato a Palermo migliaia di ragazzi per


Resistenza alla mafia

ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

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Approfondimento

I Giusti contro la mafia

documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo

Il libro

Una strage semplice

Nando Dalla Chiesa

La storia

Ambrogio Mauri

Fu un imprenditore italiano, simbolo della lotta alla corruzione in Italia.