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Resistenza mafia

Donne contro la mafia. Le storie di Piera Aiello e Lia Pipitone

Due libri appena pubblicati ripercorrono le vicende di due donne coraggiose che hanno detto no alla criminalità organizzata. La prima diventando testimone di giustizia, la seconda ribellandosi alla propria famiglia, a costo della sua stessa vita.  


Lea Garofalo: una storia da conoscere

A tre anni dall'assassinio da parte della 'ndrangheta, numerosi gli appuntamenti a Monza e a Milano per ricordare la collaboratrice di giustizia. Negli ultimi giorni il ritrovamento del corpo carbonizzato in un campo della Brianza.


Ricordiamo il Gen. Dalla Chiesa

Il 3 settembre 2012 ricorre il trentesimo anniversario della morte del Prefetto di Palermo e della moglie Emanuela Setti Carraro. In cento giorni e in solitudine questo ufficiale integerrimo combatté la mafia e denunciò la politica connivente. All'interno intervista del Generale con Enzo Biagi.  


"Paolo, le sue idee, le nostre gambe"

Mercoledì 18 luglio a Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno ore 21.00, una serata in memoria di Paolo Borsellino e dedicata al tema della legalità.


Alla 'ndrangheta non piacciono le donne di Monasterace

Dopo le intimidazioni al sindaco del paese calabrese, ora viene data alle fiamme l'automobile de capogruppo di maggioranza, il medico Clelia Raspa.


Incendiate le terre di Libera

Solidarietà al fondatore dell'associazione don Luigi Ciotti la cui attività di recupero delle terre confiscate alla mafia è stata colpita da una  serie di roghi dolosi dalla Puglia alla Sicilia, dal Lazio alla Calabria. Il sacerdote dichiara la propria gratitudine a chi difende le cooperative antimafia e spiega: "Quei beni servono per indebolire le organizzazioni criminali". 


Resistenza alla mafia

ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

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Approfondimento

I Giusti contro la mafia

documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo