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Resistenza mafia

"Solo e senza scorta ho dovuto proteggermi"

"Mi sono sentito costretto ad auto-proteggermi e a tornare a casa, non ritenendo giusto di esporre i civili che mi stavano accompagnando in quanto versavo, per l’ennesima volta, privo di protezione in terra di Calabria". È questa la dichiarazione di Pino Masciari, testimone di giustizia lasciato senza scorta.


Dov'è Pino Masciari?

Il testimone di giustizia Pino Masciari è in pericolo. Da 24 ore è stato lasciato senza scorta e al momento non si hanno più sue notizie.  L'allarme è stato lanciato dall'associazione "Amici di Pino Masciari" che dal sito internet scrive: "Temiamo per la sua vita". 


La strage di Capaci

Il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.


"Noi tutti dobbiamo rompere l'omertà"

Solidarietà da Gariwo alle vittime dell'attentato di sabato all'Istituto Morvillo e Falcone di Brindisi e ai loro familiari. All'interno le parole di don Luigi Ciotti ai funerali di Melissa. 


nasce un archivio digitale dedicato a Pio La Torre

Viene presentato oggi alla Camera dei Deputati un portale dedicato a Pio La Torre, il politico ucciso dalla mafia nel 1982.


Don Giacomo Panizza nel mirino dell'ndrangheta

Nuovi colpi di pistola contro l'edificio che ospita la comunità "Progetto Sud", che offre sostegno a disabili e immigrati e si trova poco distante dall'abitazione del clan dei Torcasio, in un edificio sequestrato al clan.


Resistenza alla mafia

ribellione morale della società civile e ruolo delle istituzioni

Possiamo definire  mafia un potere alternativo allo Stato per il controllo - delinquenziale - sul territorio.  La mafia occupa il vuoto lasciato dallo Stato, e glielo contende - anche con le stragi - quando le istituzioni tentano di colmarlo. Un approccio innovativo nell'analisi del fenomeno mafioso, utile nel determinare le condizioni per contrastarlo, parte dalla comparazione tra dominio delle cosche e Stato totalitario, nelle forme e nei risultati del controllo sulla società, che risulta assoluto in entrambi i casi, in particolare nel diffondere il terrore, nel creare le élites criminali, nel colpire i "dissenzienti", nell'isolare le persone, nel rompere i legami di sangue, nel perpetrare la rassegnazione e la sottomissione, nel negazionismo.
Come per fermare un genocidio o incrinare la forza di un regime totalitario occorre un intervento forte, sia per via statale che con la società civile, così per disinnescare la potenza della mafia occorre la sinergia tra lo Stato democratico e i cittadini, con la creazione di un polo di attrazione alternativo, che solo l’iniziativa dei singoli può esercitare. Occorre la differenza contagiosa dell’esempio edificante, il coraggio civile dei Giusti che scuota le coscienze, come è avvenuto negli anni ’80 e ‘90 con i giudici Falcone e Borsellino ... 
I Giusti sono la spina nel fianco del potere mafioso: raccontare le loro storie ... è un potente mezzo di lotta alle cosche, perchè mostra alle nuove generazioni una via d'uscita ... Per questo diventa importante l’idea innovativa dei Giardini dei Giusti contro la mafia: giardini per i giovani, ma anche per scuotere la coscienza degli adulti.

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Approfondimento

I Giusti contro la mafia

documento del Comitato Foresta dei Giusti-Gariwo

Multimedia

Intervista a Nando dalla Chiesa

"Serve una legalità Giusta"

La storia

Ambrogio Mauri

Fu un imprenditore italiano, simbolo della lotta alla corruzione in Italia.