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Shoah e nazismo

Il silenzio degli intellettuali e la lezione di Piero Martinetti

Da un po’ di tempo si sentono risuonare rimbrotti nei riguardi degli intellettuali che, soprattutto in Italia, sembrano essere stati colpiti da una singolare afasia, in presenza di una trasformazione sociale mondiale che ha fatto smarrire i tradizionali punti di riferimento ideali e valoriali, non solo per quanto riguarda le grandi narrazioni ideologiche, ma persino a livello del cosiddetto buon senso comune.


La lezione della Bulgaria al mondo di oggi

"Quando si ha il coraggio di dire pubblicamente la verità sulle possibili conseguenze dei nazionalismi si possono convincere anche le persone che la pensano diversamente. Il problema di oggi è che tutto viene accettato senza una resistenza culturale." Di Gabriele Nissim 


"Dovevo continuare a vivere"

Ben Helfgott, campione di sollevamento pesi per l'Inghilterra negli anni '50, ha espresso attraverso l'eccellenza sportiva la sua volontà di rinascere nonostante la persecuzione nazista da lui subita. Oggi, a 88 anni, alza ancora i pesi tutte le mattine e si dedica all'aiuto ai sopravvissuti e alla lotta contro il razzismo. 


L’eroe sconosciuto che salvava i bambini ad Auschwitz

Fredy Hirsch, l'atleta ceco, gay dichiarato, che aiutò i bambini deportati a Terezin e Auschwitz con una combinazione necessaria di disciplina e igiene. Dall'agonismo alla pratica quotidiana della giustizia anche nelle situazioni più estreme, vi proponiamo la sua storia, raccontata su Haaretz il 5 aprile dalla docente di Storia della Shoah all'università Ben Gurion di Israele Michal Aharony.


L'insegnante olandese che salvò 600 bambini durante la Shoah

Johan Van Hulst, morto il 22 marzo all'età di 107 anni, durante la guerra dirigeva un college ad Amsterdam. Il suo istituto venne a trovarsi accanto a una sorta di "nursery" collegata a un campo di transito per la deportazione degli ebrei, e lui scelse di aiutare i bambini a fuggire, accogliendoli nelle classi e smistandoli presso famiglie di resistenti. 


Giornata della memoria: quando alcuni arabi e musulmani scelsero di essere “Giusti”

Proponiamo di seguito l'articolo dello studioso di Medio Oriente Massimo Ronzani pubblicato su Mentepolitica. In occasione del Giorno della Memoria, l’autore ci ricorda l'importanza di onorare come Giusti anche tutti gli arabi e i musulmani che si sono impegnati per salvare gli ebrei dalle persecuzioni nazi-fasciste, nonostante le differenze culturali e religiose. Troppo spesso le loro gesta sono state dimenticate.


Il libro

Il cavaliere delle stelle

Luca Cognolato, Silvia Del Francia, Fabio Sardo

Multimedia

Un sarto cattolichino Giusto tra le Nazioni

servizio di È Tv su Guido Morganti

La storia

Maurizio Lazzaro de' Castiglioni

il generale di Mussolini che salvò gli ebrei