Gariwo
QR-code
https://it.gariwo.net/giusti/shoah-e-nazismo/antonio-e-giulia-aldrovandi-9345.html
Gariwo

Antonio e Giulia Aldrovandi (1894 - 1965)

Offrirono ospitalità a Liana Weisz e a suo fratello

Antonio Aldrovandi

Antonio Aldrovandi

La nostra famiglia è vissuta a Fiume, dove mio padre Alessandro aveva un’attività commerciale di cristallerie e porcellane, fino al 1943.

In quell’anno abbiamo dovuto lasciare la città, divenuta un luogo molto pericoloso per una famiglia ebrea, e ci siamo trasferiti a Firenze. Qui mio padre, grazie a una rete di conoscenze, ha deciso di prendere parte alla tipografia L’Impronta come direttore. Insieme a lui lavoravano i suoi soci, Arnoldo Mondadori ed il Signor Marco, titolare di una società che distribuiva giornali e riviste. Il contabile di questa società era il Ragioner Antonio Aldrovandi.

Malgrado i loro rapporti fossero molto superficiali e limitati al contesto lavorativo, dopo i fatti di Meina del 1943 Aldrovandi offrì ospitalità alla mia famiglia nella sua casa sul Lago d’Orta, dove in quel momento già vivevano sua moglie i suoi due figli. La casa era sicura, perché si poteva raggiungere solo in barca.

I miei genitori, pur commossi da questo gesto, rifiutarono, ma solo due settimane dopo le cose precipitarono. Il 2 dicembre infatti un collaboratore di mio padre - il Signor Mazzanti - lo avvertì del fatto che dalla Questura di Fiume pendeva a suo carico una denuncia come ebreo, e che quindi tutta la nostra famiglia era in pericolo.

I miei genitori non potevano muoversi subito, perché dovevano occuparsi della sistemazione della mamma di mio padre e di sua sorella, anche loro a Firenze, ma preoccupati per me e per mio fratello Piero contattarono subito Aldrovandi perché ospitasse almeno noi bambini. 

Il Signor Mazzanti e sua moglie, che noi non conoscevamo, si finsero i nostri genitori durante il viaggio verso Milano, dove ci aspettava il Ragionier Aldrovandi. Da lì raggiungemmo - il 7 dicembre - il Lago d’Orta, dove incontrammo il resto della famiglia Aldrovandi: la moglie Giulia Porta (1908 - 1994) e i figli Giuseppina, di 16 anni, e Sandro, di 14.

Il fratello della signora Giulia viveva a Viterbo, quindi al Sud della linea gotica, e per giustificare la nostra presenza nella casa degli Aldrovandi noi figuravamo come i suoi figli, ovvero come i nipoti di Giulia. 

I nostri genitori, sistemate nonna e zia a Firenze, tornarono a Milano, e nostro padre riuscì a trovare un canale per espatriare clandestinamente in Svizzera. Papà avrebbero voluto portarci con lui, ma Aldrovandi si oppose perché l’espatrio era ancora molto pericoloso. I miei genitori accettarono e il 4 gennaio del 1944 passarono il confine con la Svizzera da soli, mentre noi restavamo al lago con gli Aldrovandi.

L’anno che passammo con loro é pieno di bei ricordi: la famiglia ci coccolava moltissimo e cercava in tutti i modi di non farci sentire la mancanza dei nostri genitori.

Finalmente nel dicembre del 1944, quasi un anno dopo, potemmo raggiungere mamma e papà. Lo zio Antonio ci accompagnò fino a Como e ci consegnò ai contrabbandieri che dovevano farci entrare in Svizzera.

Dopo la guerra, quando siamo rientrati a Milano dalla Svizzera, gli Aldrovandi ci hanno ospitato ancora una volta tutti e quattro, nella loro casa in Viale Abruzzi 48. Restammo con loro fino a quando papà poté riprendere la sua attività a Firenze.

Lo zio Antonio é mancato quarant’anni fa, la zia Giulia molto dopo, mentre con Giuseppina, Sandro e le loro famiglie siamo tuttora sempre in contatto...Sono loro i nostri veri cugini.

Testimonianza di Liana Weisz

Giardini che onorano Antonio e Giulia Aldrovandi

Antonio e Giulia Aldrovandi sono onorati nel Giardino di Grumello Cremonese.

Trovi un albero anche nel Giardino Virtuale Altre storie.

Rimani aggiornato con le storie dei Giusti

Una volta al mese riceverai dalla redazione di Gariwo riflessioni, eventi e storie sul valore della responsabilità e della memoria del Bene.

Email:

Antonio e Giulia Aldrovandi

guarda tutte le fotografie

L’enciclopedia dei Giusti - Shoah e nazismo

sono numerose le storie di salvataggio degli ebrei contro la furia nazista durante la seconda guerra mondiale, ancora poco note o addirittura rimaste sconosciute

Filtra per:

Ci spiace, nessun Giusto corrisponde ai filtri che hai scelto.