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Bartali, il campione che salvò gli ebrei

testimonianza di un sopravvissuto

Leonardo Coen sul quotidiano La Repubblica presenta il racconto di Giorgio Goldenberg, che racconta: "se sono vivo e ho 78 anni lo devo a Gino Bartali". 

Bartali ha contribuito a salvare 800 persone nascondendo nella canna e sotto il sellino della bicicletta documenti falsi da consegnare agli ebrei perseguitati per aiutarli a fuggire dall'Italia.

Alla famiglia di Giorgio Goldenberg offrì anche ospitalità a Firenze: Coen su Repubblica racconta che "Gino sfidò le SS, offrendo ai quattro Goldenberg rifugio in uno scantinato che possedeva in comproprietà col cugino Armandino Sizzi, un locale che si affacciava su un piccolo cortile interno, in via Bandino. Bartali si era sposato da poco, nell'ottobre del 1941 era diventato padre di Andrea, i capoccioni fascisti del quartiere lo convocavano spesso perché sospettavano di lui ma non avevano abbastanza prove per incastrarlo, e lo sottoponevano a sorveglianza. Nonostante ciò, Bartali accolse i quattro profughi di Fiume negli ultimi mesi dell'occupazione nazista di Firenze, i mesi più terribili e cruenti. I Goldenberg erano miracolosamente scampati alle retate dei fascisti a Fiume ed erano riusciti a trovare riparo in quel di Fiesole. Giorgio è iscritto alla scuola elementare ebraica, fa la spola da Fiesole e a Firenze mentre i suoi genitori diventano amici di Bartali e di Sizzi: 'Non ricordo quale fu la genesi di questo rapporto, ma ricordo quando Bartali fece capolino nel salottino di casa nostra'.

A Firenze, la situazione precipita, le vite degli ebrei sono appese ad un filo: 'Bartali ci propose di nasconderci in un a cantina che aveva in zona Gavinana. Era molto piccola. Dormivamo in quattro in un letto matrimoniale, io, mia sorella Tea e i nostri genitori. Non so dove loro trovassero il cibo. Ricordo solo che il babbo non usciva mai, mentre mia madre andava con due secchi a prendere acqua da qualche pozzo'. Andrea Bartali, (presidente della Fondazione Gino Bartali), è rimasto commosso dall´episodio che ignorava: 'È una notizia bellissima che dimostra ancora una volta il grande cuore di mio padre e che spero ci aiuti a piantare l'albero nel Bosco dei Giusti, allo Yad Vashem', uno dei luoghi della Memoria più sacri per il popolo ebraico. E per l'umanità intera".

28 dicembre 2010

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