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Georg Ferdinand Duckwitz (1904 - 1973)

Il nazista che salvò più di 7000 ebrei danesi dalla deportazione quando era addetto alla marina mercantile presso l’ambasciata tedesca in Danimarca.

Georg Ferdinand Duckwitz nacque a Brema il 29 settembre 1904 in una famiglia cosmopolita di mercanti. Studiò economia e giurisprudenza a Freiburg e a Bonn. Durante i suoi studi incominciò ad interessarsi di politica, e divenne membro di una corporazione studentesca di destra. Dopo gli studi entrò in una grande azienda dedita al commercio dei caffè tedeschi, la “Kaffee Haag” che lo mandò a Copenhagen nel 1928 per rappresentare la società. Si iscrisse al partito nazista nel novembre del 1932, ma non divenne mai un ufficiale delle SS. Nel 1933 entrò nell'ufficio esteri del partito nazista, e ricoprì il ruolo d’esperto in commercio scandinavo. A seguito dell’epurazione delle SA del 1934 compiuta dalle SS conosciuta anche come la notte dei lunghi coltelli, (30 giugno-1 luglio), Duckwitz perse la fiducia nel suo partito e nel 1935 lasciò l'ufficio esteri del partito nazista, dopo aver inviato a Alfred Ernst Rosenberg una lettera di dimissioni.

Duckwitz proseguì la sua carriera nella Hamburg-American Line, la prima linea di navigazione per trasporti e passeggeri per il Nord America. Venne nominato rappresentante della società a New York nel gennaio del 1939. Quando scoppiò la guerra Duckwitz, che era rimasto sempre iscritto al partito nazista, si trovava in Germania e visto che il Ministero tedesco dei Trasporti e la Federazione degli Armatori aprirono un bando per delle posizioni di addetto marittimo in paesi neutrali, questi decise di fare domanda per il posto a Copenhagen, e ottenne il lavoro. Dopo l’invasione tedesca della Danimarca (9 aprile 1940), il suo partito decise di avvalersi della sua esperienza come esperto di marina mercantile. Nell'estate del 1941 Duckwitz sposò Annemarie Rynert, donna di origini svizzere, e insieme adottarono una bambina, Hanna. Durante l’occupazione tedesca in Danimarca, Duckwitz e la moglie, che parlavano correntemente il danese, fecero amicizia con molte persone del luogo, tra cui i maggiori esponenti del partito Social-democratico danese.

Quando nel settembre del 1943 Duckwitz venne a sapere da Werner Best (plenipotenziario tedesco in Danimarca) che i tedeschi stavano pianificando di deportare gli ebrei durante lo stato di emergenza in corso nel paese, questi decise di agire e si recò in Svezia per parlare con il Primo Ministro Albin Hansson al fine di convincere il suo governo ad accogliere tutti gli ebrei dalla Danimarca.

Dopo aver ricevuto le rassicurazioni dal governo svedese, tornò in Danimarca dove si impegnò per far avere a molti ebrei danesi i documenti necessari per rifugiarsi in Svezia. Inoltre, grazie a dei contatti tedeschi in Danimarca, riuscì a rallentare i preparativi della deportazione.

Il 28 settembre, Best informò Duckwitz che il raid contro gli ebrei sarebbe avvenuto durante la notte tra il primo e il due ottobre. Duckwitz sapeva di non poter impedire l’operazione, ma decise comunque di informare gli amici del partito social-democratico danese che si sarebbero incontrati proprio quella sera. Grazie all’intervento di Duckwitz, i danesi avvisarono gli ebrei dell’imminente pericolo e si mobilitarono per aiutarli a nascondersi. I nazisti nel raid catturarono circa 200 ebrei che furono deportati nel campo di concentramento di Theresienstadt. Nei giorni che seguirono, i danesi mettendo a rischio la propria vita aiutarono gli ebrei a rifugiarsi nella neutrale Svezia.

Dopo la guerra, Duckwitz svolgerà una serie di incarichi diplomatici per la Germania occidentale. Nella primavera del 1970 la comunità ebraica di Berlino, in vista del ventisettesimo anniversario della rivolta di Varsavia, gli consegnò il premio Heinrich Stahl Prize. Nell’aprile del 1971 Duckwitz fu insignito del titolo di “GIUSTO TRA LE NAZIONI” dallo Yad Vashem. Morì a Brema il 16 febbraio 1973.

La storia di Duckwitz e del salvataggio degli ebrei danesi sarà raccontata nel libro di Andrea Vitello “Il nazista che salvò gli ebrei. La storia del salvataggio degli ebrei danesi” (Le lettere, Firenze, settembre /ottobre 2021). Il libro avrà la prefazione di Moni Ovadia e la postfazione di Gabriele Nissim.

Biografia a cura di Andrea Vitello 

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