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Giuseppe Amico (1890 - 1943)

il Generale che si ribellò ai nazisti

Giuseppe Amico è stato un valoroso Generale dell’Esercito italiano che ha operato nella ex Jugoslavia durante la Seconda guerra mondiale.

Dopo aver studiato nelle più prestigiose accademie militari del Belpaese, Amico combattè la Grande Guerra come giovane sottotenente, venendo insignito alla fine della stessa della Medaglia d’Argento e di Bronzo al valore militare.

Con lo scoppio di un nuovo, drammatico, conflitto mondiale, Amico venne inviato con i gradi di Generale dell’Esercito italiano nell’attuale Croazia, dove i collaborazionisti filo-nazisti ustascia perpetravano numerosi rastrellamenti nei confronti della comunità ebraica presente nell’area. A partire dal giugno del 1941, quando il Generale Amico venne inviato in Dalmazia, decise di prodigarsi per tutelare la posizione della comunità ebraica croata, così come di quella serba, denunciando pubblicamente i crimini che le truppe nazifasciste degli ustascia stavano vilmente compiendo.

Tra il 1941 ed il 1943 si prodigò, inoltre, in prima persona nell’impedire le deportazioni degli ebrei.

Proprio per questo motivo, il Generale si guadagnò progressivamente le antipatie delle truppe nazifasciste jugoslave, così come quelle dei tedeschi, i quali arrivarono addirittura a definirlo un nemico giurato.

Successivamente all’armistizio del settembre 1943, Giuseppe Amico dispose, ottemperando agli ordini ricevuti dal Comando militare italiano, i propri uomini in modo da impedire alla Settima Armata “Principe Eugenio” delle SS, comando militare nazista, di penetrare nella città di Ragusa (oggi Dubrovnik) e occuparne il porto. Catturato dai tedeschi, questi ultimi gli diedero la possibilità di mediare con le truppe dell’Esercito italiano, allo scopo di indurle alla resa.

Il Generale, mostrando ancora una volta tutto il proprio coraggio, decise, portato dinnanzi al tavolo delle trattative, di ordinare al propio subalterno Eugenio Piro di proseguire le ostilità belliche contro i nazisti. Per questo motivo, il Generale Amico venne fucilato dai nazisti il 13 settembre 1943 nella città dalmata di Slano.

Subito dopo la Liberazione d’Italia, avvenuta nel 1945, Amico venne fregiato in forma postuma della Medaglia d’Oro al valore militare. Sono state, inoltre, ad egli dedicate due diverse piazze e caserme militari site nelle città campane di Capua e Caserta.

Il valore, la rettitudine e la bontà d’animo di Giuseppe Amico si sono manifestate più volte durante la Seconda guerra mondiale, portando al salvataggio di un considerevole numero di vite umane, così come alla denuncia dei crimini commessi dalle truppe nazifasciste nei confronti degli ebrei e della minoranza serba presente in Jugolsavia.

Le eroiche azioni di Amico, le quali gli sono valse l’appellativo di “nemico del Reich” - così come veniva identificato in numerosi telegrammi nazisti fatti pervenire in Dalmazia da Berlino - lo hanno portato a sacrificare la propria stessa vita per gli ideali nei quali credeva, anteponendo talora il salvataggio di vite umane alla propria sicurezza personale.

Giardini che onorano Giuseppe Amico

Giuseppe Amico è onorato nel Giardino di Napoli - Giardino dei Giusti militari.

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