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Knud Marstrand Christensen

Rischiando la propria vita, insieme alla moglie Karen riuscì a salvare decine di ebrei danesi prima nascondendoli e dopo trasportandoli in Svezia

Knud e Karen si sposarono il 27 aprile 1938. Quando la Danimarca venne invasa dalla Germania nazista nell’aprile del 1940, questi avevano 26 e 21 anni, e vivevano bene visto che Knud possedeva un’attività di successo specializzata nella produzione di articoli in pelle. Nell’ottobre del 1943 dopo il raid nazista contro gli ebrei, i giovani sposi (nonostante avessero due bambine piccole) cominciarono ad attivarsi per riuscire a salvare più ebrei possibili. Gli ebrei venivano tenuti nascosti nella loro casa e, quando il trasporto per la Svezia era pronto, venivano portati a Espergaerde (un villaggio costiero situato a circa 40 km a nord di Copenaghen), nella casa del padre di Karen, che era distante 1 km dalla costa. Lì gli ebrei venivano fatti alloggiare prima della partenza in Svezia. Essendo un canottiere della nazionale danese, Knud portava gli ebrei in Svezia con la sua barca a remi, che però era in grado di sorreggere solo un ospite alla volta. Tuttavia Knud, grazie all’aiuto della resistenza, riuscì a trasportare molti più ebrei in Svezia. Karen e Knud, in quelle settimane, aiutarono a scappare in Svezia un ebreo di nome Max Rawitscher. I coniugi Marstrand Christensen aiutarono gli ebrei senza chiedere soldi, considerandolo un dovere morale.

Dopo la guerra Max voleva ringraziare Knud, ma non conosceva il suo vero nome (Knud infatti usava vari nomi per non farsi scoprire dai nazisti), e Christensen era un cognome molto comune in Danimarca. Così nel 1955 contattò la televisione danese che effettuò delle ricerche, e dopo due settimane potette dargli la bella notizia, finalmente infatti avrebbe potuto abbracciare il suo salvatore. La sera del 2 dicembre Max abbracciò Knud negli studi televisivi. L’incontro fece commuovere tutti i presenti in studio.

Knud e Karen non vollero essere contattati per ricevere onorificenze, perché consideravano quello che avevano fatto una cosa normale: non potevano rimanere indifferenti di fronte alla persecuzione degli ebrei. Cinquant’anni dopo Knud, rimasto vedovo, acconsentì ad essere contattato dallo Yad Vashem, che voleva onorare lui e Karen per dimostrare come fosse possibile aiutare gli ebrei perseguitati invece di girare lo sguardo altrove rimanendo indifferenti alle sofferenze degli altri. Così il 18 luglio 2005 lo Yad Vashem assegnò a Knud e Karen il riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni".

La storia del salvataggio degli ebrei danesi sarà raccontata nel libro di Andrea Vitello “Il nazista che salvò gli ebrei. La storia del salvataggio degli ebrei danesi” (Le lettere, Firenze, ottobre 2021). Il libro avrà la prefazione di Moni Ovadia e la postfazione di Gabriele Nissim.

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