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Mario De Micheli (1914 - 2004)

insieme alla moglie Ada salvò molti ebrei e ne favorì l'espatrio, nonostante l'arresto e le minacce subiti

Storico, critico d’arte e docente al Politecnico di Milano, fu tra i curatori della mostra dedicata a Picasso a Palazzo Reale a Milano nel 1953 e collaborò con il giornale“l’Unità”.

Dopo aver conosciuto Ada Tommasi durante gli studi all’Università Cattolica a Milano, si sposarono nel 1941. Durante quegli stessi anni, Mario De Micheli era vicino all’ambiente antifascista e frequentava il gruppo “Corrente”, con Ernesto Treccani, Giacomo Manzù, Alfonso Gatto e Salvatore Quasimodo.

A causa dei bombardamenti su Milano durante la Seconda guerra mondiale, Ada e il marito Mario De Micheli lasciarono la città nel 1943, per trasferirsi a Sormano di Santa Valeria, in provincia di Como. Inizialmente ospiti presso la famiglia di Giovanni Testori, in seguito affittarono un piccolo appartamento nella canonica della chiesa locale. Qui, decisero di aiutare i figli degli sfollati, non solo donando cibo e vestiti, ma soprattutto avviando una scuola privata per garantire loro una istruzione. In questo stesso periodo, entrarono in contatto con il Parroco Don Carlo Banfi, che nascondeva gli ebrei perseguitati nel seminterrato della parrocchia, favorendone poi l’espatrio in Svizzera. Dopo l’arresto e internamento di Don Banfi, l’attività di soccorso fu guidata per mesi da Ada, supportata dal marito Mario: insieme riuscirono a salvare almeno trenta persone.

Tuttavia, l’attività clandestina fu presto scoperta e i coniugi furono arrestati e minacciati: Mario De Micheli fu interrogato dal famigerato Maresciallo della Polizia Repubblicana Pankoff, anche perché tra i suoi documenti erano stati ritrovati fogli che enumeravano migliaia di armi, munizioni e veicoli da guerra. In realtà, si trattava della traduzione della “Marcia Trionfale” di Thomas Stearns Eliot. La loro casa fu perquisita, ma Ada De Micheli riuscì a nascondere tra i vestiti che aveva in dosso alcuni documenti molto compromettenti e in seguito fu lei stessa a scagionare anche il marito. Nonostante le minacce né lei né il marito si fecero intimidire.

I coniugi De Micheli furono protagonisti della vita culturale italiana del secondo dopoguerra e le loro azioni riconosciute sia in Italia che all’estero: nel 1982 Ada e Mario De Micheli sono stati riconosciuti Giusti tra le Nazioni dallo Yad Vashem.

Attualmente, l’archivio e la collezione di opere d’arte di Ada e Mario De Micheli, testimonianza eccezionale della vita culturale dell’Italia dal dopoguerra agli anni Ottanta, sono custoditi all’Università degli Studi di Bergamo e il fondo librario di Ada e Mario De Micheli si trova a Segrate nella Biblioteca di Milano 2, presso il Centro Civico di Cascina Ovi.

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