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Patriarca Konstantin Kiril (1901 - 1971)

con la sua tenacia, tra il 1943 e il 1944, contribuisce a impedire la deportazione degli ebrei bulgari verso i campi di sterminio

Il Patriarca Kiril (Konstantin Markov Konstantinov), già nominato “Giusto fra le Nazioni” da Yad Vashem nel 2002, è stata una figura di spicco nell’ambiente sociale, culturale e spirituale in Bulgaria. Nasce nel 1901 a Sofia, diventa prima sacerdote, Metropolita della città di Plovdiv, poi Primo Patriarca della Chiesa Ortodossa Bulgara dopo il ripristino del suo statuto nel 1953.

Durante la Seconda guerra mondiale è da subito uno dei più convinti oppositori all’alleanza con il Terzo Reich; nonostante intimidazioni e censure, non si limita a esprimere la propria indignazione e dissenso per la preoccupante deriva antisemita del Parlamento, bensì si oppone fisicamente alle deportazioni degli ebrei. Durante gli avvenimenti drammatici del 1943-44, il Patriarca Kiril ha infatti un ruolo fondamentale nel fermare i treni diretti ai campi di sterminio. 

Durante l’Assemblea Straordinaria del S. Sinodo del 25 giugno 1943, lo stesso Patriarca dichiara di aver agito secondo la propria coscienza di cristiano per evitare la deportazione degli ebrei bulgari nella notte tra il 9 e il 10 marzo il 1943 a Plovdiv. Dopo aver tentato più volte di ottenere un colloquio sia con l’allora Re Boris III sia con il Capo della Polizia, diverse testimonianze raccontano l’arrivo del vescovo nella scuola dove erano radunati gli ebrei arrestati, che, grazie alla strenua tenacia del Patriarca, furono liberati e salvati. Il Patriarca difese gli ebrei dinanzi alla polizia locale, insistendo perché non fosse negato loro il diritto al lavoro e al sostentamento.

La decisione del Patriarca Kiril di esporsi pubblicamente in difesa degli ebrei sulla base della moralità cristiana, facilitò la creazione di un ambiente politico e culturale in Bulgaria in cui altre figure di spicco si unirono al suo esempio, tra i quali Dimitar Peshev e i deputati della c.d. “Delegazione di Kjustendil”. Nel 1943, infatti, 48 mila ebrei bulgari furono salvati dalla deportazione grazie al lavoro congiunto del vicepresidente del Parlamento bulgaro Dimitar Peshev, deputati e altre figure pubbliche, esponenti della Chiesa Ortodossa come il Patriarca Konstantin Kiril. 

Grazie alla politica attiva contro il nazismo e l’antisemitismo del Patriarca Kiril, migliaia di ebrei bulgari hanno avuto un destino ben diverso da coloro i quali vivevano nei Paesi confinanti: la conseguenza dell'azione di un Giusto.

Bibliografia

- Archivio centrale dello Stato, Verbale dell'Assemblea Straordinaria del S. Sinodo del 25 giugno 1943.

- Yad Vashem, The Righteous Among the Nations Database.

- Krastev Angel, Rassegna di elaborati e analisi scientifica in occasione dell'anniversario della morte del patriarca Kiril, Biblioteca Nazionale Ivan Vazov, 2001.

Segnalata da Tanya Dimitrova

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