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Paul Grüninger (1891 - 1972)

il comandante della polizia svizzero che salvò gli ebrei

Paul Grüninger fu un ufficiale nella città di frontiera di San Gallo, al confine con l’Austria. Dopo l’annessione dell’Austria da parte del Terzo Reich, la Svizzera aveva chiuso le frontiere e, con il peggioramento della situazione degli ebrei in Austria, una moltitudine di rifugiati faceva pressione sul confine svizzero cercando di attraversarlo illegalmente.

Il funzionario 47enne si trovò di fronte a un grande dilemma morale: rimandare i profughi nel loro Paese dove rischiavano la vita, o affrontare le conseguenze delle violazione delle istruzioni del suo governo, subendone le conseguenze. Grüninger decise di ignorare le istruzioni ufficiali e di far entrare in Svizzera i profughi disperati. Inoltre, per legalizzare il loro status di rifugiati, falsificò la loro registrazione in modo che i loro passaporti dimostrassero che erano arrivati ​​in Svizzera prima del marzo 1938, quando l'ingresso nel Paese era stato limitato. In questo modo, gli arrivi - su cui Grüninger stese dei rapporti falsi per evitare che i rifugiati noti per essere entrati illegalmente fossero rintracciati - venivano trattati come legali e gli ebrei potevano trovare rifugio in Svizzera oppure partire per un’altra destinazione. L’ufficiale si occupò anche delle prime necessità dei rifugiati e pagò di tasca proprio ciò di cui avevano bisogno, vestiti pesanti soprattutto.

Per le sue gesta, scoperte dai tedeschi che informarono le autorità svizzere, Grüninger vide sospesi i suoi benefici e venne deposto dal suo ruolo. Processato con l'accusa di aver permesso illegalmente l'ingresso di 3.600 ebrei in Svizzera e di aver falsificato i loro documenti di registrazione, venne dichiarato colpevole dal tribunale di San Gallo nel 1941. La corte riconobbe le sue motivazioni altruistiche, ma ritenne tuttavia che, in quanto impiegato statale, fosse suo dovere seguire le sue istruzioni. Ostracizzato e dimenticato, Grüninger visse isolato e con difficoltà per il resto dei suoi giorni. Tuttavia, dichiarò di non essersi mai pentito della sua azione a favore degli ebrei.

Nel 1971 Paul Grüninger venne riconosciuto Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem.

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