Gariwo: la foresta dei Giusti GariwoNetwork

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Soccorritori

Compagni di scuola

La fiducia che Victoria Akopian ha riposto nell’amicizia si è rivelata in grado di salvarla. Questa testimonianza dalla città Sumgait è una conferma del potere che il buon senso esercita sull’irascibilità: senza i suoi compagni di classe, la giovane Victoria, in quel funesto 28 febbraio del 1988 sarebbe andata incontro al massacro. Ma amicizia, buon vicinato e solidarietà hanno aiutato la giovane a sopravvivere per testimoniare.


Il prezzo del coraggio

ll padre di Uri Berliner fu salvato dalla generosità delle famiglie Furstenberg e Mynarek. Ora, Uri vuole mostrare concretamente la sua gratitudine, mentre il nipote di Sigge Furstenberg, il giornalista Claes, cerca la verità sul gesto coraggioso del nonno.


Addio a don Giovanni Barbareschi

Si è spento all’età di 96 anni don Giovanni Barbareschi, fondatore dell’OSCAR, prete “ribelle per amore” e Giusto al Giardino di Milano dal 2014. “Giovani, innamoratevi della libertà. Solo così si diventa uomini”. Questo il suo appello accorato e molto toccante ai ragazzi presenti al Monte Stella in occasione della Giornata dei Giusti 2014, quando gli sono stati dedicati un albero e un cippo.


Viaggio fra i disobbedienti azeri

Riusciremo mai a cogliere i segni del male al loro sorgere? Sarà sempre repentino e improvviso il passaggio dalla pace alla guerra, e sempre così irrimediabilmente lento il processo di pace? Storie di Giusti, per la speranza di una riconciliazione tra il popolo armeno e il popolo azero.


Harald Edelstam, un uomo che rende onore alla sua terra

Pubblichiamo di seguito il discorso di Enza Nunziato, giornalista e rappresentante di Gariwo a Benevento, pronunciato in occasione della dedica di un albero e una targa a Harald Edelstam nell'Ambasciata italiana a Stoccolma.


A Stoccolma un albero per Harald Edelstam

Lunedì 24 settembre, nella sede dell’Ambasciata italiana a Stoccolma, un albero e una targa sono stati posati in ricordo di Harald Edelstam, il diplomatico svedese che aiutò i perseguitati politici nel Cile di Pinochet.


Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

Multimedia

Soccorso 17 febbraio 2015 Lampedusa

le immagini della Guardia Costiera

La storia

Giorgio Perlasca

si finse un Console spagnolo e salvò la vita a circa cinquemila ebrei ungheresi