English version | Cerca nel sito:

Soccorritori

Servire per salvare

Le parole del I°M.llo Roberto Mangione dopo la cerimonia al Monte Stella in occasione della Giornata europea dei Giusti, e le immagini dei soccorsi gentilmente concesse dalla Guardia Costiera.


Angelo Rotta, soccorritore a Budapest

Dalbert Hallenstein è un giornalista che ha scritto per numerose testate internazionali tra cui l'International Herald Tribune. Ora sta lavorando al tema dei Giusti e qui di seguito ci ha voluto anticipare i contenuti del suo prossimo saggio, dedicato al nunzio apostolico Angelo Rotta che, durante la seconda guerra mondiale a Budapest, salvò numerosi ebrei

 


"I Giusti sono i nostri modelli"

La Direttrice di Gariwo Sarajevo Svetlana Broz ci racconta le celebrazioni della Giornata europea dei Giusti in Bosnia-Erzegovina. Qui l’associazione organizza ogni anno una grande cerimonia di assegnazione del Premio Duško Kondor a persone che si sono distinte per coraggio civile.


Sei nuovi Giusti al Giardino di Milano

L’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano ha indicato le figure esemplari che saranno onorate durante l’annuale cerimonia al Monte Stella in occasione del 6 marzo, Giornata europea dei Giusti. I nuovi alberi saranno dedicati a Mehmet Gelal Bey, le donne e gli uomini della Guardia Costiera, Razan Zaitouneh e Ghayath Mattar, Rocco Chinnici e Alganesh Fessah.


"Più in là del proprio dovere"

"Más allá del deber”, più in là del proprio dovere. È il titolo di una mostra allestita nel Palazzo di Santa Cruz di Madrid, dedicata ai diplomatici spagnoli che durante la Seconda guerra mondiale soccorsero gli ebrei perseguitati fornendo loro documenti falsi, nascondendoli o aiutandoli a fuggire.


Case di Vita che salvarono i perseguitati

La Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg è alla ricerca delle "Case di vita", che durante la II Guerra Mondiale, conflitti armati o genocidi hanno accolto persone in pericolo.


Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

La storia

Fernanda Wittgens

ispettrice di Brera che salvò opere d'arte e perseguitati