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Soccorritori

Esce "Commedia in minore" di Hans Kielson

Per il New York Times è un libro "geniale", il Corriere evidenzia come sia possibile paragonarlo a Beckett, Mansfield, Levi, Anna Frank o Cechov. Lo psicanalista noto per le cure prestate ai bambini traumatizzati dalla Shoah ci consegna un vibrante omaggio alla coppia che gli salvò la vita.


Un eroe militare

Steven Sage racconta la storia del Colonnello Tsvetan Mumdzhiev, che permise ai forzati ebrei di assistere le famiglie minacciate dalla deportazione. Insieme con Peshev, anche questo militare fa parte dei Giusti della Bulgaria. Non ha mai ricevuto né lodi né promozioni. La storia gli darà ragione? 


Storie di Giusti: Joseph e Louise Materne

Yad Vashem ha onorato con il titolo di Giusti fra le nazioni i coniugi belgi che protessero dai nazisti Zenon Shiffer, il neonato di una donna ebrea che non conoscevano prima. 


Odoardo Focherini è beato

Il 15 giugno 2013 a Carpi si terrà la celebrazione per la beatificazione di Odoardo Focherini, già Giusto tra le Nazioni e Medaglia d'oro al merito civile. La data è stata ufficializzata da Monsignor Francesco Cavina in apertura dell'incontro del Gruppo di lavoro costituito per far conoscere la figura di Focherini anche oltre i confini della Chiesa locale.


La questione ebraica in Ungheria

Editoriale di Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, la foresta dei Giusti

Il convegno organizzato da Cinzia Franchi e dall’Università di Padova in ricordo di Giorgio Perlasca e Raul Wallenberg è stato uno dei tentativi più riusciti di ragionare in Italia attorno alla memoria dei giusti.


I diplomatici turchi e la Shoah

Presentato al festival di Ashkelon il docufilm The Turkish Passport sulla storia di decine di funzionari esteri turchi che salvarono gli ebrei dai nazisti fornendo loro documenti falsi. Il ricordo di queste figure coraggiose può rappresentare una speranza per la Turchia stretta nella morsa dell'autoritarismo islamista?


Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

Multimedia

Intervista a Giorgio Perlasca

intervista del 1990, Tv svizzera

La storia

​Efi Latsoudi

coordinatrice del Pikpa Solidarity Camp e premio Nansen per l'assistenza fornita ai migranti dell'Isola di Lesbo.