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Soccorritori

"Luigi si nascondeva dietro il pianoforte"

Pietro ed Elisabetta Gardin salvarono la vita di Luigi Rovighi, bambino ebreo che viveva a Bolzano. Per questo gesto sono stati riconosciuti "Giusti tra le Nazioni". La loro storia viene raccontata dalla figlia della coppia,  Maria Luisa Gardin, che riceverà la medaglia di Yad Vashem.


Storie di Giusti iraniani

Gli iraniani hanno avuto uno Schindler, un giovane diplomatico che a Parigi cercò di convincere Eichmann che gli ebrei persiani erano "di razza ariana" e fornì a oltre mille di loro passaporti con i quali sfuggirono alle persecuzioni. Hanno inoltre accolto duemila bambini ebrei provenienti dalla Polonia salvandoli dalla Shoah. All'interno le storie del console Sardari e dei bambini di Teheran.


"Darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato"

Il console armeno e cofondatore di Gariwo Pietro Kuciukian presenta le storie degli armeni che sono stati riconosciuti Giusti tra le Nazioni per aver salvato gli ebrei durante la persecuzione nazista. Kuciukian afferma:  "Focalizzare lo sguardo sui giusti, i resistenti morali, i testimoni di verità, facilita  il dialogo e il confronto. Un genocidio negato, quello degli armeni,il primo della modernità; il paradigma dei genocidi quello degli ebrei; custodiscono entrambi, insieme al male estremo,  storie di bene che possono essere cercate e proposte alle nuove generazioni per alimentare la speranza in un futuro diverso".


Il titolo di Giusto a Khaled Abdul Wahab

Il New York Times ha pubblicato la testimonianza di Eva Weisel, sopravvissuta alla Shoah in Tunisia. La donna e i suoi parenti sono stati salvati da Khaled Abdul Wahab, il primo arabo musulmano a essere stato candidato al titolo di Giusto tra le nazioni. Presentiamo l'articolo in cui la donna chiede a Yad Vashem di onorare il suo salvatore. 


Massimo Trifirò racconta il salvataggio di Villa Emma

Villa Emma è una tenuta del paesino di Nonantola, nel modenese. Durante la seconda guerra mondiale ospita un gran numero di giovani israeliti, che troveranno l'amicizia dei compaesani e, infine, la salvezza in Svizzera. Massimo Trifirò presenta la figura del salvatore ebreo Goffredo Pacifici, che decise di rimanere in Italia per continuare a salvare i ragazzi e finì i suoi giorni ad Auschwitz. 


La custode del diario di Anna Frank

Miep Gies offre rifugio alla famiglia della piccola scrittrice e mette al sicuro il suo diario.


Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

La storia

Amedeo Ruggi

il giovane antifascista che portò in salvo in Svizzera una famiglia ebrea di Imola