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Soccorritori

I vagoni vuoti per gli ebrei bulgari

Prima mondiale a Sofia di Empty Boxcars (Vagoni vuoti), il documentario di Edward Gaffney sugli ebrei di Bulgaria nella seconda guerra mondiale. Il film descrive anche il ruolo di alcune figure che si sono opposte alla persecuzione nazista, come Dimitar Peshev e il Metropolita Stefan. Tra le fonti il volume di Gabriele Nissim, L'Uomo che fermò Hitler.


Addio a Malvina Burstein

La donna, fingendosi la segretaria di un grosso industriale, ha ritirato all'Istituto poligrafico nazionale ungherese moltissimi permessi di lavoro che hanno consentito a migliaia di persone di fuggire in Israele.


Esce in Inghilterra "Gli altri Schindler"

Presentato in Gran Bretagna il volume The other Schindlers di Agnes Grunwald-Spier, sopravvissuta della Shoah di origine ungherese, oggi residente nel Regno Unito.
L'autrice, che ha citato le opere di Gabriele Nissim, afferma: "Ho scritto questo libro per i miei figli. La mia storia è anche la loro". 


Una ricerca scientifica sul bene

Editoriale di Liliana Picciotto, storica e responsabile di ricerca presso la Fondazione CDEC

L’iniziativa lanciata dall’Associazone Gariwo, nella persona del suo Presidente Gabriele Nissim, è una legittima estensione internazionale della qualifica di “Giusto tra le Nazioni”, alto riconoscimento ufficiale con cui l’


Vladimir Kurtev Giusto tra le Nazioni

Come membro di una delegazione di cittadini ha lottato per impedire la deportazione degli israeliti incontrando il vicepresidente del Parlamento Peshev e il Ministro degli Interni Gabrovski. 
La storia del salvataggio degli ebrei di Bulgaria e di Dimitar Peshev è raccontata nel libro di Gabriele Nissim L'uomo che fermò Hitler.


Le ragazze dello swing

In onda in prima serata la miniserie sul Trio Lescano ideata da Gabriele Eschenazi, che ne è anche coautore.
Le giovani cantanti, di origini ebraiche, furono costrette a nascondersi quando entrarono in vigore le leggi razziali e aiutate dalle domestiche.
La loro vicenda è raccontata anche in un libro dello stesso Eschenazi, Le regine dello swing.


Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

La storia

Giorgio Nissim e la DELASEM

l'animatore della rete di soccorso che riuscì a salvare in Toscana più di 800 ebrei, con l'aiuto anche di Gino Bartali