English version | Cerca nel sito:

Soccorritori

Il cardinale che si battè come un leone contro lo sterminio dei disabili

Storia di Clemens August von Galen, il prelato tedesco che con la forza delle sue omelie costrinse Hitler a sospendere il programma Aktion t4, il piano nazista di "eutanasia sistematica" delle persone malate o invalide.


Storia di Silvio Trita e il soccorso sui Monti Sibillini

Claudio Maria Vitiello racconta di suo nonno Silvio Trita, che nel periodo tra l’8 settembre 1943 e il 21 giugno 1944, durante il quale era Presidente del C.L.N. di Castelsantangelo sul Nera, nascose, rifocillò, aiutò, più di 160 reduci e fuggitivi, italiani, slavi e israeliti, come la famiglia ebrea Orefice proveniente da Livorno. 


Il segretario comunale che non denunciò gli Ebrei

La giornalista Enza Nunziato - impegnata nella diffusione del messaggio dei Giusti e rappresentante di Gariwo nella città di Benevento - ci racconta la storia di Raffaele Di Donato, un uomo che, pur sapendo di rischiare, non esitò a occultare ai tedeschi le liste dei prigionieri nei campi di internamento in Abruzzo.


Elevazione morale, Gariwo e l'importanza di ri-raccontare le storie dei Giusti

L'antropologo Craig T. Palmer, già professore all'università del Missouri, riflette sul compito di Gariwo di raccontare e fare conoscere le storie e l'esempio morale dei Giusti, illustrando il concetto di "elevazione morale", il desiderio che queste storie instillano nelle persone, di emulare i comportamenti virtuosi.


Il soccorso americano durante il nazismo

La mostra del Museo dell’Olocausto di Washington, Americans and the Holocaust, descrive il comportamento del popolo americano rispetto alla Shoah, evidenziandone in particolare le mancanze, e i momenti in cui avrebbe potuto intervenire per ridurre il numero delle vittime. Nonostante questo però, ci racconta anche storie di aiuto da parte di persone e organizzazioni americane verso gli ebrei durante gli anni della persecuzione nazista.


Angelina Peronato , "L'angelo dei Gentilli"

Figura storica della scuola, della cultura e della politica di Vicenza, Angelina viene ricordata per la sua grande generosità verso il prossimo: fu educatrice amata dai suoi studenti, ricoprì l’incarico di infermiera volontaria della Croce Rossa e fu presidente dell’Opera Pia “Angela Fiorasi” di Vicenza. Durante la guerra nascose degli ebrei assistendoli in ogni loro necessità con forza e sprezzo del pericolo.


Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

Multimedia

intervista a Faiza Abdul Wahab

figlia del tunisino che salvato a Mahdia un gruppo di ebrei durante la Shoah

La storia

Giovanni Barbareschi

il fondatore dell'OSCAR