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Soccorritori

Il MOAS mantiene accesa una speranza per i Rohingya

"Ci impegneremo affinché nessun bambino, nessuna donna e nessun uomo si senta abbandonato o perda la vita in mare su mezzi insicuri". Il MOAS riposiziona la Phoenix nel mare delle Andamane per condurre un monitoraggio indipendente della durata di un mese prima dell’arrivo della stagione monsonica, per acquistare maggiore conoscenza dello scenario operativo nella regione, tenendosi pronti a rispondere ad eventuali emergenze SAR con un team di professionisti del settore a bordo.


L’eroe sconosciuto che salvava i bambini ad Auschwitz

Fredy Hirsch, l'atleta ceco, gay dichiarato, che aiutò i bambini deportati a Terezin e Auschwitz con una combinazione necessaria di disciplina e igiene. Dall'agonismo alla pratica quotidiana della giustizia anche nelle situazioni più estreme, vi proponiamo la sua storia, raccontata su Haaretz il 5 aprile dalla docente di Storia della Shoah all'università Ben Gurion di Israele Michal Aharony.


L'insegnante olandese che salvò 600 bambini durante la Shoah

Johan Van Hulst, morto il 22 marzo all'età di 107 anni, durante la guerra dirigeva un college ad Amsterdam. Il suo istituto venne a trovarsi accanto a una sorta di "nursery" collegata a un campo di transito per la deportazione degli ebrei, e lui scelse di aiutare i bambini a fuggire, accogliendoli nelle classi e smistandoli presso famiglie di resistenti. 


Cosa puoi fare? Aiutare, in qualsiasi modo e a qualsiasi prezzo.

Vi dico la verità, quello che mi ha dato la forza di non smettere di aiutare non sono stati la mia fede o il mio sogno per un mondo migliore, ma i reali bisogni quotidiani di tutte le migliaia di persone che arrivavano ogni giorno sulla nostra isola, non per fare delle vacanze, ma per essere salvate dalla morte che le stava aspettando fuori dalle loro case.


Lugano Città aperta

Proponiamo di seguito il racconto del diplomatico e avvocato svizzero impegnato in ambito umanitario Cornelio Sommaruga, sull'azione di soccorso del padre Carlo Sommaruga, diplomatico svizzero a Roma che, insieme a sua moglie Anna Maria Valagussa, diede protezione a famiglie ebree perseguitate. I coniugi sono stati onorati come Giusti al nuovo Giardino di Lugano - nato il 26 aprile 2018.


La storia dell'elefantino Quilombo

Tratto dal libro per bambini "Quilombo: the scruffy little elephant" (Metaichmio) di Daphne Vloumidi - proprietaria insieme al marito dell’hotel Votsala a Lesbo, dove ha soccorso moltissimi migranti - scritto per raccontare la sua esperienza e spiegare ai più piccoli di tutto il mondo l'importanza di accogliere e aiutare chi più ha bisogno.


Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

Multimedia

Il ricordo del 3 ottobre 2013

intervista a Costantino Baratta

La storia

Don Enzo Boni Baldoni

il parroco di Toano che ha salvato gli ebrei