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Soccorritori

Giornata della memoria: quando alcuni arabi e musulmani scelsero di essere “Giusti”

Proponiamo di seguito l'articolo dello studioso di Medio Oriente Massimo Ronzani pubblicato su Mentepolitica. In occasione del Giorno della Memoria, l’autore ci ricorda l'importanza di onorare come Giusti anche tutti gli arabi e i musulmani che si sono impegnati per salvare gli ebrei dalle persecuzioni nazi-fasciste, nonostante le differenze culturali e religiose. Troppo spesso le loro gesta sono state dimenticate.


Racconto di una storia di salvataggio

I fratelli Adele e Dino Conti hanno raccontato a Gariwo la coraggiosa storia dei loro genitori - che durante i difficili anni della Seconda Guerra Mondiale, dal 1943 al 1945 a Viale d’Asti, aiutarono una famiglia ebrea a sfuggire alla persecuzione. Di seguito ne proponiamo il loro racconto.


Il Generale Castiglioni, Isère 1943. Gli ebrei salvati dagli occupanti

Quando arriva a Grenoble, nel novembre 1942, il conte De Castiglioni è un generale che ama la Francia e parla molto bene il francese. Durante l'occupazione, si impegna personalmente per salvare gli ebrei. E dopo l'8 settembre combatterà i tedeschi sul campo. Il giornalista Alberto Toscano ha raccontato la sua storia in un saggio in francese, che presentiamo qui tradotto.


Moshe Bejski Giusto ad Agrigento

Quando abbiamo deciso di fondare Gariwo, la foresta dei Giusti, avevamo in mente una frase della filosofa Hannah Arendt: “Si può sempre dire un sì o un no” parlando di Giusti per gli ebrei e per gli armeni. L’esempio da cui abbiamo preso le mosse è la speciale visione che aveva Moshe Bejski.


Ambasciatori della giustizia - Harald Edelstam

Una rappresentanza del Liceo Scientifico “G. Rummo” di Benevento è stata ospite dell’Ambasciata di Svezia a Roma per prendere parte alla cerimonia di dedica di un albero all’Ambasciatore “GiustoHarald Edelstam. Vi proponiamo la riflessione di uno studente.


Raoul Wallenberg Medal per Aida e Charles Aznavour

La Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg (IRWF) ha conferito la "Raoul Wallenberg Medal” ai fratelli Aida e Charles Aznavour. Questo premio prestigioso è un segno di riconoscimento alla famiglia Aznavour - madre Knar, padre Mischa, figlia e figlio - che durante i giorni oscuri dell'occupazione nazista in Francia, ha teso la mano ai perseguitati dai nazisti. In occasione di questo riconoscimento, il famoso cantante si è recato anche al Giardino di Neve Shalom - Wahat el Salam.


Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.