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Soccorritori

MOAS, una nuova missione

MOAS (Migrant Offshore Aid Station), l’organizzazione fondata da Regina e Christopher Catrambone, accresce la missione di salvataggio di vite nel Mediterraneo centrale, con due navi e due droni che amplieranno il raggio di perlustrazione della ‘zona morta’, le acque piu’ pericolose vicino alle coste libiche.


​Charles Aznavour e l’omaggio tardivo alla famiglia

Il collaboratore di Haaretz Avner Shapira ha dedicato un articolo al libro di Yair Auron, professore della Open University di Tel Aviv, responsabile di Neve Shalom e di Gariwo Israel, sul grande cantautore francese di origini armene Charles Aznavour, la cui famiglia salvò molti ebrei nella Parigi occupata.


Un albero per il Dott. Andrea Loriga

Andrea Loriga, medico condotto di Binasco dal 1938, si oppose attivamente al regime fascista e nel Settembre del 1944 mise in salvo la famiglia dell'avvocato ebreo Augusto Weiller, aiutandola a fuggire in Svizzera. Il Comune di Binasco, su iniziativa del Centro Culturale La Tenda, gli ha dedicato una quercia e un cippo. 


Polonia, nasce il Museo dei Giusti

Nella cittadina polacca di Markowa, il 17 marzo, sarà inaugurato un museo sugli Ulma, una famiglia di Giusti che fu massacrata dai nazisti per aver cercato di salvare alcuni ebrei. L'Ambasciata di Polonia a Roma dedicherà un pomeriggio ai rapporti tra polacchi ed ebrei sotto la doppia occupazione russa e tedesca. 


Il "nostro" Comandante in Grecia

Su richiesta di Frontex, agenzia europea per il coordinamento e il pattugliamento delle frontiere, continuano gli sforzi della Guardia Costiera italiana per il soccorso dei migranti nelle acque della Grecia. 


​Quando Bronislaw Huberman scritturò Toscanini

Erano stati i molti amici esuli dalla Germania ad avvisare Toscanini dei tentativi di Hitler di sfruttare la sua fama per rafforzare la potenza nazista. E furono sempre amici ebrei come Huberman a invitarlo a dirigere l’Orchestra di Palestina, grande simbolo dell’amore del Maestro per il popolo ebraico.


Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

Multimedia

Il ricordo del 3 ottobre 2013

intervista a Costantino Baratta

La storia

Guido Ucelli di Nemi e Carla Tosi

Coppia di imprenditori illuminati rischiarono tutto per nascondere degli ebrei