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Donne di valore

le Giuste fra le nazioni

Un po' più della metà dei Giusti fra le nazioni riconosciuti da Yad Vashem sono donne. Su questa base il Memoriale ebraico della Shoah ha dato vita a una mostra che mette in luce le azioni dell'universo femminile in favore degli ebrei perseguitati, azioni spesso compiute indipendentemente dal e addirittura contro il volere dei familiari oltre che attraverso mille pericoli e privazioni. 
Oltre alle figure più note, come la polacca Irena Sendler, si hanno anche casi meno noti, dalla principessa alla suora, dalla tedesca all'americana, dalla donna delle pulizie alla preside. In tutto Yad Vashem ha individuato 15 figure di donne coraggiose, alcune delle quali single, che non hanno esitato, in quei tempi in cui essere ragazze madri era una vera e propria onta, a far passare i bambini ebrei che ospitavano per loro figli.

La serba Klara Baic, la belga Jeanne Daman, la tedesca Johanna Eck, la bielorussa Antonina Gordey e le altre hanno operato sia singolarmente sia, talvolta, in gruppo, in alcuni casi agendo da iniziatrici di reti di soccorso. Particolarmente noto è il caso della Sendler e della sua organizzazione cattolica di soccorso ai bambini ebrei, Zegota, che mise in salvo 2500 minori.

Per l'Italia la mostra di Yad Vashem presenta la storia di Maria Agnese Tribbioli, madre superiora di un convento di Firenze che agiva nell'ambito dei soccorsi organizzati dal Rabbino Nathan Cassuto e del Cardinale Elia Dalla Costa. La Tribbioli salvò Simone Sacerdoti, la moglie Marcella (nome da nubile Belgrado) e i figli Cesare-David e Vittorio. Nascose l'identità dei suoi protetti alle altre suore, chiamandoli semplicemente "i rifugiati senza tetto". 

Cesare-David, che aveva cinque anni, alcune volte insospettì le altre religiose, perché per esempio si rifiutava di farsi il segno della croce. Quando lo portarono dalla superiora per questo, lei lo giustificò con il trauma di essere rimasto senza casa. Ancora più coraggiosamente, la Tribbioli a un certo punto dovette vedersela con i tedeschi che volevano perquisire il convento a caccia di ebrei. Riuscì a convincerli a non violare l'istituzione religiosa. I bambini furono portati in un orfanatrofio a Montecatini fino alla fine della guerra, per essere poi riportati dai loro genitori in seguito alla Liberazione. 

Suor Maria Agnese Tribbioli è stata proclamata Giusta fra le nazioni il 16 giugno 2009.


  

19 marzo 2014

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Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

Multimedia

Una Pasqua di soccorsi

le parole di Regina Catrambone

La storia

​Sebastián de Romero Radigales

Il console che salvò disobbedendo agli ordini del governo franchista