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Onorare la memoria di Papa Giovanni XXIII

conferenza internazionale a Gerusalemme

Il 29 aprile 2013 inizierà nella capitale israeliana l'incontro International Conference – Honoring the memory of Pope John XXIII, the Shoah, the Jews and the State of Israel organizzato dalla International Raoul Wallenberg Foundation, un'organizzazione non governativa attiva in tutto il mondo che promuove l'eredità morale del diplomatico svedese Raoul Wallenberg e di altri "Giusti fra le nazioni" e soccorritori degli ebrei.

Il fondatore della Fondazione Wallenberg Baruch Tenenbaum, che presiederà il gruppo di lavoro dedicato a Roncalli and the Establishment of the State of Israel, ha ricordato sul Jerusalem Post l'importanza di ricordare Papa Giovanni XXIII, che fu tra l'altro il superiore del Cardinale Loris Capovilla, che quest'anno Yad Vashem riconoscerà Giusto a Bergamo.  


"Già negli anni ‘40, quando era delegato apostolico del Vaticano a Istanbul, il Cardinale Roncalli non ha lesinato alcuno sforzo per salvare quanti più ebrei possibili dallo sterminio nazista. e ha fatto di tutto, uscendo anche dal suo ruolo prefissato, per aiutare gli ebrei perseguitati.

Tra le sue azioni più significative c’è stata l’emissione di “certificati d’immigrazione” verso la Palestina attraverso il corriere diplomatico del Vaticano. Roncalli è anche intervenuto apertamente a favore degli ebrei slovacchi e bulgari. E già con questo diremmo che ha fatto abbastanza, “dayenu”.


Il dossier Roncalli depositato a Yad Vashem


A febbraio 2011, l’International Raoul Wallenberg Foundation, una ONG attiva in tutto il mondo di cui ho l’onore di essere il fondatore insieme al defunto parlamentare americano Tom Lantos, ha presentato a Yad Vashem un voluminoso dossier con le prove delle azioni di salvataggio compiute da Roncalli durante la Shoah, con cui abbiamo fortemente raccomandato di farlo riconoscere come Giusto fra le nazioni. La nostra domanda è ancora in sospeso.


Dopo la guerra, in qualità di nunzio apostolico a Parigi, il Cardinal Roncalli ha dato un altro grande contributo al soccorso del popolo ebraico".


Tenenbaum ha anche ricordato che Roncalli si impegnò per ottenere dalle Nazioni Unite l'approvazione del piano di istituzione dello Stato d'Israele, andando oltre il suo ruolo e contrastando la stessa tendenza del Vaticano a sostenere i Paesi latino-americani, che alla fine votarono per il piano di spartizione del 1948 quasi all'unanimità, fatta eccezione per Cuba. 


La lettera di Gariwo


L'associazione Gariwo, la foresta dei Giusti parteciperà ai lavori della Conferenza con un messaggio. Nella lettera, in inglese, abbiamo ripercorso gli atti di soccorso agli ebrei compiuti da Roncalli durante la Shoah e, sottolineando l'importanza per l'Europa di un tale esempio morale, abbiamo espresso l'auspicio che Giovanni XXIII sia onorato durante la prossima Giornata Europea dei Giusti, il 6 marzo 2014, con un albero nei Giardini dei Giusti di Milano e del resto d'Italia.  


Nel box sotto: programma dei lavori, articolo integrale di Tenenbaum e lettera che Gariwo, la foresta dei Giusti, ha inviato alla Conferenza di Gerusalemme (in inglese). 

26 aprile 2013

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Soccorritori

chi salva una vita salva il mondo intero

Nel Memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, il Giardino dei Giusti ricorda chi cercò di salvare gli ebrei durante la Shoah, chi li nascose, chi li aiutò a espatriare con documenti falsi, chi li sfamò o diede loro un lavoro, chi, vedendoli soffrire, li soccorse in qualche modo invece di rimanere indifferente. Nel Muro della Memoria di Yerevan le lapidi ricordano i soccorritori degli armeni durante il genocidio del 1915, coloro che cercarono di fermare i massacri, che si rifiutarono di obbedire agli ordini, che diedero rifugio ai bambini, che denunciarono al mondo lo sterminio che stava avvenendo sotto i loro occhi impotenti.
Nel 1994 in Rwanda alcuni tutsi, braccati dalle milizie interahamwe, furono protetti da vicini di casa, amici -, a volte anche estranei - dell'etnia hutu, che si erano rifiutati di partecipare alla "caccia all'uomo" con il macete organizzata da altri hutu per sterminare la minoranza tutsi nel Paese.
Negli stessi anni in Bosnia la pulizia etnica colpiva migliaia di vittime innocenti e chi riuscì a sfuggire ai massacri fu aiutato nel medesimo modo, da vicini di casa, compagni di scuola, amici, o sconosciuti, di altre etnie.
Ancora oggi, in molte parti del mondo, questi soccorritori rischiano la vita, a volte la perdono nel portare aiuto alle vittime, divenendo vittime essi stessi. Altre volte perdono il lavoro, il benessere, il riconoscimento sociale, o vengono imprigionati, torturati, emarginati. In ogni caso, ancor prima di iniziare, sanno di correre un pericolo, ma preferiscono rischiare piuttosto che convivere con il peso del rimorso per essere rimasti indifferenti. Con la loro azione ogni volta "salvano il mondo intero", come recita il Talmud.

La storia

Odoardo Focherini

con Don Dante Sala assiste gli ebrei perseguitati