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Testimoni di verità

Tra ideologie e domande eterne

Un convegno su Grossman promosso dal Centro Studi Vita e destino.
A poche settimane dalla nuova traduzione di Vita e destino pubblicata da Adelphi.
Interventi di A. Dell'Asta, F. Malcovati, G. Nissim, V. Strada e altri autorevoli studiosi internazionali.


Bodil Biørn nel Muro della Memoria

Il 22 luglio 2008 l'Armenian Genocide Museum-Institute ha dedicato, sul Muro della Memoria di Dzidzernagapert, una targa alla memoria di Bodil Biørn (1871 – 1960), la missionaria norvegese che documentò i massacri del Genocidio Armeno con le sue fotografie.


Giornate cultura armena in Italia

Progetto a cura del Consolato Onorario di Milano e dell'Unione degli Armeni d'Italia, 11 - 23 aprile 2008
11 aprile, ore 16.30, Sala del Consiglio di Zona 3 - Via Sansovino, 9, con:
Pietro Kuciukian, Misha Wegner, Gabriele Nissim, Sarkis Shahinian


Assassinato Dusko Kondor in Bosnia

Il 22 febbraio 2007 ucciso a Bijelina, nella Republika Srpska, un coraggioso membro di Gariwo di Sarajevo, co-fondatore del Comitato Helsinki per i diritti umani in Bosnia-Erzegovina. Sociologo e filosofo, più volte minacciato di morte, lascia la moglie e due figlie. Proteste di Amnesty International.


La Turchia contro Ragip Zarakoglu

Il 7 giugno 2005 l'editore turco non ha potuto lasciare Istanbul per partecipare al dibattito alla Casa Armena di Milano: è sotto processo per le sue pubblicazioni sui diritti umani e sul genocidio armeno e gli è stata imposta una cauzione molto onerosa per lasciare il Paese. La sua attività è continuamente ostacolata dal governo di Ankara.


Fayez El Ghossein nominato "Giusto per gli armeni"

23 dicembre 2004 Lapide Unione Armeni d'Italia sulla tomba di Fayez El Ghossein, in Siria, per onorare un giusto per gli armeni. 23 aprile 2005 Cerimonia al Muro della Memoria di Yerevan. Fayez scrisse nel 1916 il primo libro di denuncia del genocidio armeno, di cui fu testimone. In libreria edito da Guerini e Associati.


Testimoni di verità

per fermare i carnefici e difendere il futuro

Il ruolo del testimone nel corso di un genocidio è molto importante perchè permette di denunciare  il crimine in corso e di chiedere al mondo di arrestarlo.Lo fece già Armin Wegner all'inizio del secolo scorso, durante il genocidio degli armeni in Anatolia. Rimase inascoltato, come rimase inascoltato Jan Karski, messaggero della resistenza polacca a Londra e a Washington, che non riuscì a perdonarsi per il resto della vita di non aver potuto convincere "i potenti" della necessità di intervenire per fermare la Shoah.

Entrambi, tuttavia, non si limitarono a chiedere l'intervento internazionale, ma sentirono il dovere di documentare la persecuzione. Divenne testimoni oltre il presente, per il futuro.Wegner scattò, con grave pericolo personale, centinaia di fotografie, unico documento esaustivo giunto fino a noi che permette di smentire ogni tentativo di negare il genocidio armeno e rende giustizia alle vittime. Karski volle verificare di persona, a rischio della vita, cosa succedeva nel Ghetto di Varsavia e nei lager nazisti in cui venivano deportati gli ebrei, per poterne testimoniare in modo irrefutabile, contro il disegno di occultare le prove dello sterminio.

Gli scrittori, i poeti, gli intellettuali che osarono denunciare in Unione Sovietica il regime dispotico che toglieva la libertà e la dignità furono rinchiusi nei gulag, dove molti di loro morirono di fame e di stenti.

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Multimedia

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La storia

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generale che cercò invano di avvisare l'ONU dell'imminente genocidio in Rwanda