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Testimoni di verità

Un arresto preventivo in Cina

A un mese dal 25° anniversario della repressione di Piazza Tienanmen, la polizia cinese ha arrestato Gao Yu, giornalista che dal 4 giugno 1989 pubblica pezzi sull'autoritarismo del regime. Si teme un'ondata di fermi per impedire le commemorazioni.


"Educhiamo i giovani alla responsabilità"

Gariwo ha intervistato Yolande Mukagasana, testimone della verità sul genocidio del Rwanda onorata nel Giardino dei Giusti di Milano, sulle sfide che attendono il Paese delle colline oggi. Le condizioni dei sopravvissuti sono estremamente difficili, ma c'è chi come lei lavora con i giovani e le donne per formare nuove generazioni scevre da odi etnici.  


"Non credere, non temere, non domandare"

Le Monde ha pubblicato il 26 gennaio un'intervista in esclusiva a Mikhail Khodorkovsky, ex uomo più ricco della Russia che per gli ultimi dieci anni e tre mesi, fino al 20 dicembre 2013, è stato uno "zek", un prigioniero politico nelle colonie penali di Putin.


Il 2014 sarà dedicato a Jan Karski

La decisione è stata presa dal Parlamento polacco per onorare il Giusto fra le nazioni che cercò invano di informare Churchill e Roosevelt dello sterminio degli ebrei europei al di là della Vistola. 


Il ritrattista di Auschwitz

Storia di Wilhelm Brasse, il fotografo che documentò Auschwitz dal di dentro. Alla fine della guerra rischiò la vita per salvare le immagini del campo dalla distruzione. Trailer del film The Portraitist sulla sua esperienza nel lager e galleria fotografica. 


Esce l'autobiografia di Jan Karski

In libreria per Adelphi la testimonianza del Giusto polacco onorato a Yad Vashem e a Milano, terribile documento dell'orrore nazista, con alcune parti romanzate per proteggere i resistenti rimasti in Polonia dalle ire degli occupanti. Karski cercò invano di sfidare l'indifferenza occidentale rispetto alla sorte degli ebrei.


Testimoni di verità

per fermare i carnefici e difendere il futuro

Il ruolo del testimone nel corso di un genocidio è molto importante perchè permette di denunciare  il crimine in corso e di chiedere al mondo di arrestarlo.Lo fece già Armin Wegner all'inizio del secolo scorso, durante il genocidio degli armeni in Anatolia. Rimase inascoltato, come rimase inascoltato Jan Karski, messaggero della resistenza polacca a Londra e a Washington, che non riuscì a perdonarsi per il resto della vita di non aver potuto convincere "i potenti" della necessità di intervenire per fermare la Shoah.

Entrambi, tuttavia, non si limitarono a chiedere l'intervento internazionale, ma sentirono il dovere di documentare la persecuzione. Divenne testimoni oltre il presente, per il futuro.Wegner scattò, con grave pericolo personale, centinaia di fotografie, unico documento esaustivo giunto fino a noi che permette di smentire ogni tentativo di negare il genocidio armeno e rende giustizia alle vittime. Karski volle verificare di persona, a rischio della vita, cosa succedeva nel Ghetto di Varsavia e nei lager nazisti in cui venivano deportati gli ebrei, per poterne testimoniare in modo irrefutabile, contro il disegno di occultare le prove dello sterminio.

Gli scrittori, i poeti, gli intellettuali che osarono denunciare in Unione Sovietica il regime dispotico che toglieva la libertà e la dignità furono rinchiusi nei gulag, dove molti di loro morirono di fame e di stenti.

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Multimedia

Volontario all’inferno. La storia di Witold Pilecki e di Dimitar Peshev

Claudio Visentin intervista Gabriele Nissim su RSI - Geronimo storia

La storia

Raphael Lemkin

il grande giurista che ha formulato la definizione di genocidio e l'ha imposta al mondo