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Testimoni di verità

Elsa K.

In occasione dell'anniversario della morte della giornalista russa uno spettacolo scritto da Andrea Riscassi e diretto da Alessia Gennari che mette in scena le voci di Anna e di El'sa, una giovane cecena.


Condanna per l'assassino di Hrant Dink

L'esecutore materiale dell'omicidio del giornalista che si batteva per il dialogo tra Turchi e Armeni è stato giudicato colpevole di omicidio premeditato e possesso illegale di arma da fuoco. 


Il diario di Henry Morgenthau

Presentazione dell'edizione italiana dei diari del diplomatico americano che cercò in ogni modo di denunciare il genocidio armeno. Intervengono il Console onorario d'Armenia Pietro Kuciukian e i curatori del volume, Francesco Berti e Fulvio Cortese.


Il bene sia con voi

Daniela Origlia sulle pagine de Il Foglio presenta una raccolta di otto racconti scritti da Vasilij Grossman tra il 1943 e il 1963 e proposti dalla casa editrice Adelphi.
 La giornalista scrive: "Raccontare il bene è cosa strana, soprattutto se si tratta di gesti piccoli, quotidiani compiuti da gente qualsiasi".


In Armenia nascerà un Giorno della Memoria

Il 24 aprile 2011 si commemora il 96° anniversario del genocidio armeno. Il console Pietro Kuciukian ha incontrato a Yerevan il presidente del Parlamento chiedendo di istituire una legge per celebrare coloro che hanno avuto il coraggio di opporsi al genocidio e di denunciare la strage.


Diario di Henry Morgenthau

In memoria del 96° anniversario del genocidio armeno l'intergruppo parlamentare "Amicizia Italia-Armenia" in collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica d'Armenia presentano il diario firmato dall'ambasciatore degli Stati uniti nell'Impero ottomano.


Testimoni di verità

per fermare i carnefici e difendere il futuro

Il ruolo del testimone nel corso di un genocidio è molto importante perchè permette di denunciare  il crimine in corso e di chiedere al mondo di arrestarlo.Lo fece già Armin Wegner all'inizio del secolo scorso, durante il genocidio degli armeni in Anatolia. Rimase inascoltato, come rimase inascoltato Jan Karski, messaggero della resistenza polacca a Londra e a Washington, che non riuscì a perdonarsi per il resto della vita di non aver potuto convincere "i potenti" della necessità di intervenire per fermare la Shoah.

Entrambi, tuttavia, non si limitarono a chiedere l'intervento internazionale, ma sentirono il dovere di documentare la persecuzione. Divenne testimoni oltre il presente, per il futuro.Wegner scattò, con grave pericolo personale, centinaia di fotografie, unico documento esaustivo giunto fino a noi che permette di smentire ogni tentativo di negare il genocidio armeno e rende giustizia alle vittime. Karski volle verificare di persona, a rischio della vita, cosa succedeva nel Ghetto di Varsavia e nei lager nazisti in cui venivano deportati gli ebrei, per poterne testimoniare in modo irrefutabile, contro il disegno di occultare le prove dello sterminio.

Gli scrittori, i poeti, gli intellettuali che osarono denunciare in Unione Sovietica il regime dispotico che toglieva la libertà e la dignità furono rinchiusi nei gulag, dove molti di loro morirono di fame e di stenti.

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