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Testimoni di verità

Armin Wegner, testimone inascoltato

Il console armeno Pietro Kuciukian presenta la figura del volontario nel servizio sanitario tedesco tra il 1915 e il 1916 che testimoniò il genocidio armeno con lettere e fotografie.
 Wegner, inoltre, fu l'unico intellettuale tedesco che nel 1933 osò indirizzare una lettera a Hitler contro i comportamenti antiebraici del regime nazista.


Giornata dei Giusti dedicata ai testimoni inascoltati

Alle ore 11.00, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, CERIMONIA DI DEDICA DI CINQUE NUOVI ALBERI per Romeo Dallaire, Jan Karski, Sophie Scholl, Aleksandr Solženicyn, Armin T. Wegner. Segue incontro "I TESTIMONI INASCOLTATI" alle ore 17.30 al Teatro Franco Parenti. 


Gariwo al Corriere: l'impegno di P. Kuciukian

Gabriele Nissim ha ricordato scrivendo al quotidiano l'impegno del Console onorario d'Armenia e cofondatore di Gariwo Pietro Kuciukian "per la ripresa del dialogo tra Turchi e Armeni sulla base del riconoscimento del genocidio, ma anche del ruolo avuto dai Giusti".


Diario di Henry Morgenthau

La casa editrice Guerini e Associati pubblica un'importante testimonianza storica: le memorie dell'ambasciatore americano a Costantinopoli che ha assistito allo sterminio e ha cercato in ogni modo di fermarlo.
All'interno una recensione del console onorario d'Armenia in Italia Pietro Kuciukian, autore dell'introduzione al Diario.


"Un giorno vivrò anch'io", di Y. Mukagasana

Sabato 5 febbraio, ore 12.00 presso Palazzo Valentini a Roma, presentazione del volume di Yolande Mukagasana, con prefazione a cura di Gabriele Nissim. Intervengono Giovanna Leone, Gianluca Peciola, Françoise Kankindi, Francesco Florenzano. Modera l'incontro il giornalista Federico Marchini. All'interno prefazione di G. Nissim. 


Nascono gli alberi del Bosco dei Giusti

Il 30 gennaio 2011 dalle ore 10.00 presso la Sede Consorzio Parco delle Groane di Solaro (MI), Cerimonia di messa a dimora dei primi tre alberi dedicati ai Giusti nel Parco delle Groane a Solaro. Intervengono Alberto Malinghero, Roberta Miotto, Gabriele Nissim, Antonio Ferrari, Franco Perlasca.


Testimoni di verità

per fermare i carnefici e difendere il futuro

Il ruolo del testimone nel corso di un genocidio è molto importante perchè permette di denunciare  il crimine in corso e di chiedere al mondo di arrestarlo.Lo fece già Armin Wegner all'inizio del secolo scorso, durante il genocidio degli armeni in Anatolia. Rimase inascoltato, come rimase inascoltato Jan Karski, messaggero della resistenza polacca a Londra e a Washington, che non riuscì a perdonarsi per il resto della vita di non aver potuto convincere "i potenti" della necessità di intervenire per fermare la Shoah.

Entrambi, tuttavia, non si limitarono a chiedere l'intervento internazionale, ma sentirono il dovere di documentare la persecuzione. Divenne testimoni oltre il presente, per il futuro.Wegner scattò, con grave pericolo personale, centinaia di fotografie, unico documento esaustivo giunto fino a noi che permette di smentire ogni tentativo di negare il genocidio armeno e rende giustizia alle vittime. Karski volle verificare di persona, a rischio della vita, cosa succedeva nel Ghetto di Varsavia e nei lager nazisti in cui venivano deportati gli ebrei, per poterne testimoniare in modo irrefutabile, contro il disegno di occultare le prove dello sterminio.

Gli scrittori, i poeti, gli intellettuali che osarono denunciare in Unione Sovietica il regime dispotico che toglieva la libertà e la dignità furono rinchiusi nei gulag, dove molti di loro morirono di fame e di stenti.

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La storia

Jan Karski

Cercò invano di avvertire le Grandi Potenze della Shoah