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Giornata dei Giusti di tutto il mondo

gli approfondimenti dedicati ai testimoni inascoltati

La locandina della cerimonia

La locandina della cerimonia

L'Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, formata da Comune di Milano, Comitato Foresta dei Giusti e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha organizzato la

CERIMONIA DI DEDICA DI CINQUE NUOVI ALBERI 

per altrettanti testimoni inascoltati che hanno denunciato i genocidi e tentato di scuotere l’indifferenza delle società e degli individui. Con grande coraggio, questi uomini hanno scelto di gridare la verità e di non piegarsi di fronte ai totalitarismi. 

ore 11.00

Giardino dei Giusti di tutto il mondo
piazza Santa Maria Nascente
(MM QT8)

Intervengono il Sindaco di Milano Letizia Moratti, il Presidente del Consiglio comunale e del Comitato dei Garanti Manfredi Palmeri, il Presidente del Comitato Foresta dei Giusti Gabriele Nissim, il Presidente della Comunità ebraica di Milano e delegato UCEI Roberto Jarach.
Alla presenza del console onorario d'Armenia in Italia Pietro Kuciukian e dei familiari dei Giusti saranno piantumati alberi e posati cippi per ricordare: 

Romeo Dallaire
comandante canadese del contingente Onu in Ruanda che ha più volte denunciato alle Nazioni Unite l’imminente genocidio
biografia
il generale Romeo Dallaire 

Jan Karski
messaggero della resistenza polacca al nazismo, che ha denunciato invano ai grandi della terra la Shoah
biografia
La Shoah è il secondo peccato originale
Il coraggio di Jan Karski

Sophie Scholl
studentessa di filosofia a Monaco che ha cercato con il gruppo universitario della Rosa Bianca di risvegliare le coscienze dei giovani tedeschi contro il Terzo Reich e per questo ha pagato con la vita
biografia
Presentazione di Sophie Scholl a cura dell'Associazione Rosa Bianca
Sophie Scholl e la Rosa bianca
Sophie non è morta invano


Aleksandr Solženicyn
premio Nobel per la letteratura, che è riuscito con i suoi libri a far conoscere al mondo intero la realtà dei GULag staliniani
biografia
Solženicyn oggi

Armin T. Wegner
intellettuale volontario del servizio sanitario tedesco in Medio Oriente, che ha documentato e denunciato al mondo il Genocidio Armeno e ha chiesto a Hitler di fermare la persecuzione degli ebrei
biografia
Armin Wegner, testimone inascoltato

Armin Wegner mio padre




Il Comitato Foresta dei Giusti e Teatro Franco Parenti hanno promosso l'incontro

I TESTIMONI INASCOLTATI

ore 17.30
Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo, 14
(MM Porta Romana)

Saluti di Andrée Ruth Shammah, Teatro Franco Parenti. Introduce: Gabriele Nissim, Comitato Foresta dei Giusti.

Intervengono: 
Ignat Solženicyn, figlio di Aleksandr Solženicyn,
Franz Müller, unico sopravvissuto della Rosa Bianca, 
Misha Wegner, figlio di Armin Wegner, 
Ewa Wierzynska, coordinatrice del programma Jan Karski - Unfinished Mission del Museo di Storia Polacca di Varsavia, 
Françoise Kankindi, Presidente di Bene-Rwanda onlus. 

Dialogano con loro:
Paolo Ghezzi, Pietro Kuciukian, Roberto Jarach, Luciano Scalettari.

Ingresso libero, per prenotazioni tel. 0236707649 segreteria@gariwo.net 
Teatro Franco Parenti


APPROFONDIMENTI
Suggerimenti didattici per la Cerimonia
La cerimonia al Monte Stella in onore dei Giusti inascoltati, di Gabriele Nissim e Roberto Jarach, 24 febbraio 2011
Il Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano su WeFor (video e presentazione) 
Il Giardino dei Giusti di tutto il mondo su Gariwo.net 
Inaugurazione del Giardino dei Giusti di tutto il mondo


Giardino dei Giusti, da Palazzo Marino cinque nuovi nomi, Redazione de Il Giornale, 25 febbraio 2011 
Solzenicyn uno dei nuovi nuovi "giusti" per i giardino Monte Stella, Redazione di Lombardia News, 25 febbraio 2011

24 febbraio 2011

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Testimoni di verità

per fermare i carnefici e difendere il futuro

Il ruolo del testimone nel corso di un genocidio è molto importante perchè permette di denunciare  il crimine in corso e di chiedere al mondo di arrestarlo.Lo fece già Armin Wegner all'inizio del secolo scorso, durante il genocidio degli armeni in Anatolia. Rimase inascoltato, come rimase inascoltato Jan Karski, messaggero della resistenza polacca a Londra e a Washington, che non riuscì a perdonarsi per il resto della vita di non aver potuto convincere "i potenti" della necessità di intervenire per fermare la Shoah.

Entrambi, tuttavia, non si limitarono a chiedere l'intervento internazionale, ma sentirono il dovere di documentare la persecuzione. Divenne testimoni oltre il presente, per il futuro.Wegner scattò, con grave pericolo personale, centinaia di fotografie, unico documento esaustivo giunto fino a noi che permette di smentire ogni tentativo di negare il genocidio armeno e rende giustizia alle vittime. Karski volle verificare di persona, a rischio della vita, cosa succedeva nel Ghetto di Varsavia e nei lager nazisti in cui venivano deportati gli ebrei, per poterne testimoniare in modo irrefutabile, contro il disegno di occultare le prove dello sterminio.

Gli scrittori, i poeti, gli intellettuali che osarono denunciare in Unione Sovietica il regime dispotico che toglieva la libertà e la dignità furono rinchiusi nei gulag, dove molti di loro morirono di fame e di stenti.

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