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Nascono gli alberi del Bosco dei Giusti

per Moshe Bejski, Giorgio Perlasca e Guelfo Zamboni

30 gennaio 2011, dalle 10.00
Sede Consorzio Parco delle Groane
via della Polveriera, 2 
Solaro

Cerimonia di messa a dimora dei primi tre alberi del Bosco dei Giusti. 



PROGRAMMA

ore 10.00: rappresentazione teatrale dal titolo "Il Giardino dei Giusti", tratta dal libro "Il Tribunale del Bene" di Gabriele Nissim.

Concerto della scuola media di Arese con esecuzione di brani sul tema della pace e della solidarietà.

ore 11.30: messa a dimora nel Bosco del Giusti di tre alberi dedicati a Moshe Bejski, Giorgio Perlasca, Guelfo Zamboni. 

Intervengono:

Alberto Malinghero, vicepresidente Consorzio Parco delle Groane
Roberta Miotto, presidente Associazione Senza Confini
Gabriele Nissim, presidente Comitato Foresta dei Giusti
Antonio Ferrari, editorialista Corriere della Sera
Franco Perlasca, presidente Fondazione Giorgio Perlasca

Su WeFor. eu
percorso didattico sul Tribunale del Bene
albero di Moshe Bejski nel Giardino di Milano
albero di Guelfo Zamboni nel Giardino di Salonicco
fondazione Giorgio Perlasca

12 gennaio 2011

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Testimoni di verità

per fermare i carnefici e difendere il futuro

Il ruolo del testimone nel corso di un genocidio è molto importante perchè permette di denunciare  il crimine in corso e di chiedere al mondo di arrestarlo.Lo fece già Armin Wegner all'inizio del secolo scorso, durante il genocidio degli armeni in Anatolia. Rimase inascoltato, come rimase inascoltato Jan Karski, messaggero della resistenza polacca a Londra e a Washington, che non riuscì a perdonarsi per il resto della vita di non aver potuto convincere "i potenti" della necessità di intervenire per fermare la Shoah.

Entrambi, tuttavia, non si limitarono a chiedere l'intervento internazionale, ma sentirono il dovere di documentare la persecuzione. Divenne testimoni oltre il presente, per il futuro.Wegner scattò, con grave pericolo personale, centinaia di fotografie, unico documento esaustivo giunto fino a noi che permette di smentire ogni tentativo di negare il genocidio armeno e rende giustizia alle vittime. Karski volle verificare di persona, a rischio della vita, cosa succedeva nel Ghetto di Varsavia e nei lager nazisti in cui venivano deportati gli ebrei, per poterne testimoniare in modo irrefutabile, contro il disegno di occultare le prove dello sterminio.

Gli scrittori, i poeti, gli intellettuali che osarono denunciare in Unione Sovietica il regime dispotico che toglieva la libertà e la dignità furono rinchiusi nei gulag, dove molti di loro morirono di fame e di stenti.

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Il libro

Alcune mie vite

Varlam Shalamov

La storia

Armin T. Wegner

si appellò ai leader del suo tempo per fermare i genocidi contro gli armeni e gli ebrei