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Come gli indiani resistono a Trump

intervista alla romanziera americana Louise Erdrich

Louise Erdrich

Louise Erdrich The New Yorker

Di ascendenza mista tedesca e ojibwe, portavoce della cultura indiana, Louise Erdrich è una delle figure eminenti della letteratura americana. Al giorno d'oggi combatte sulla terra dei suoi antenati il grande progetto di oleodotto bloccato da Obama, ma recentemente rilanciato da Trump. Intervista di F. Armanet, uscita sul Nouvel Observateur del 30 marzo 2017

Per Philip Roth e Toni Morrison, Louise Erdrich è una delle grandi voci della letteratura americana contemporanea. Premiata con il National Book Award nel 2012 e il Library of Congress Award nel 2015, ha pubblicato quindici romanzi come pure libri per bambini, poesie e racconti. I suoi libri esplorano  uno stesso territorio immaginario con profonde radici nel nord del Dakota, dove questa autrice ha trascorso l'infanzia nella riserva di Turtle Mountain. Suo nonno materno, Patrick Gourneau, era capo tribale degli Ojibwe. I suoi genitori lavoravano nell'Ufficio degli Affari indiani della comunità. La romanziera, che non ha mai smesso di onorare la memoria dei suoi antenati, vive ormai nel vicino Stato del Minnesota, a Minneapolis, dove gestisce una libreria indipendente, Birch Bark, specializzata in letteratura indiana. 

La riserva di Standing Rock, nel Nord Dakota, è oggi il centro della cultura indiana.

Questo luogo è sempre stato un bastione culturale di resistenza. È qui che Toro Seduto fu ucciso, nel 1890, ai tempi della Danza degli Spiriti. Dopo la sua morte, i danzatori degli spiriti hanno lasciato Standing Rock per recarsi a Wounded Knee: è un luogo impregnato di storia. A Standing Rock, oggi, la situazione è cupa. L'unica cosa che blocca il progetto del Dakota Access Pipeline, un oleodotto di 1.885 km destinato a trasportare petrolio dalle grandi pianure del nord fino all'Illinois, è un processo giudiziario in corso. Barack Obama aveva collaborato con il corpo degli ingegneri dell'esercito americano per impedire all'oleodotto della Energy Transfer Partners di attraversare le terre tribali e di forare sotto il fiume Missouri, ma quando è stato eletto Donald Trump, la ripresa dei lavori è ricominciata subito. Per lo meno egli crede di poter ordinare questa ripresa: deve in realtà, rispettare una procedura giuridica. La pressione però è stata tale che il primo ricorso è stato respinto. Non c'è al momento odierno più niente di importante che possa fermare i lavori.

È stata a Standing Rock?

Sì. il giorno in cui è arrivata la notizia del fermo dell'oleodotto, 4.000 veterani dell'esercito sono venuti a sostenere la popolazione locale. È stato un momento formidabile, nel quale mi sono sentita galvanizzata.

Lo scorso 22 febbraio gli indiani hanno bruciato il loro accampamento provvisorio. Pensa che la battaglia sia perduta?

Tutto dipende dalla maniera in cui si vedono le cose. Io condivido il parere del capo Dave Archambault, che è convinto che gli indiani abbiano riportato una grande vittoria mostrando alle altre riserve tribali come resistere con la non violenza, combattere e arrivare quasi vicino alla vittoria. L'onore e il rispetto sono dalla loro parte e loro si sono fatti nuovi amici.

Il movimento contestatore ha ottenuto il sostegno di persone che non sono membri delle nazioni indiane...

La solidarietà è stata senza frontiere, il sostegno è venuto dalla Nuova Zelanda, dal Canada, dal Brasile e dall'Amazzonia. Negli Stati Uniti, è il movimento di resistenza più imponente e impressionante che gli indiani abbiano conosciuto da un secolo. I giovani hanno avuto l'idea, hanno organizzato tutto, poi hanno chiesto agli anziani di guidare il movimento, che è stato interamente gestito dalla gente di Standing Rock. Quando i manifestanti arrivavano all'accampamento si spiegavano loro gli obblighi di non violenza ai quali si dovevano conformare. È per questo che è così sconvolgente vedere questi manifestanti che non facevano altro che pregare venire dispersi con i cannoni ad acqua a temperature glaciali. Non so come abbbiamo fatto a resistere a una tale follia, ma hanno dato prova della loro superiorità morale e spirituale di fronte alla cupidigia e alla cecità. L'equazione è molto semplice: da un lato abbiamo l'avidità, il capitalismo e il saccheggio delle riserve naturali, e dall'altro della gente che ha un rapporto molto forte con il suo ambiente naturale. Per loro, la terra è viva.

Nell'aprile 2016, LaDonna Brave Bull Allard, anziana appartenente alla tribù Sioux di Standing Rock, ha fondato il campo della Pietra sacra, il primo centro di conservazione della cultura e di resistenza spirituale all'oleodotto. Ha dichiarato che se gli indiani lasciano una compagnia forare sulle terre e distruggere la loro storia, i loro cuori e le loro anime, questo equivarrebbe a un genocidio. Questa lotta per lei riveste questo stesso significato?

Io non formulerei la questione come ha fatto lei, anche se rispetto molto le sue parole. Storicamente, mi pare incontestabile che ciò che è successo nelle Americhe ha costituito un genocidio, non soltanto fisico ma anche culturale e spirituale. Il fatto di strappare dei bambini alle loro famiglie per educarli come americani ne è un esempio. Mio nonno è stato educato in un pensionato indiano. I forti che erano stati costruiti per mantenere gli indiani all'interno delle loro riserve sono stati trasformati in scuole militari dove si inviavano i ragazzi indiani recidendo le loro radici. Questo variava da una scuola a un'altra, ma spesso veniva loro vietato di parlare la loro lingua materna e veniva loro imposto il cristianesimo. Mio nonno ha studiato a Fort Totten, non molto lontano da Turtle Mountain, prima di continuare a istruirsi in città, dove sono cresciuta io. Ha finito per fuggire, ma malgrado tutto ha ricevuto un'educazione – più o meno fino al liceo – che gli ha permesso di battersi per il futuro dei suoi figli negli anni '50. Si è recato a Washington a perorare la causa della sua tribù. Per quanto orribili fossero quei pensionati, egli vi ha appreso come salvare la sua tribù. Era un uomo notevole.

Interessata alla storia com'è – ci parla anche di Sitting Bull, ucciso dai poliziotti a Standing Eock mentre era il capo spirituale dei Sioux Lakotas – come percepisce la situaazione attuale alla luce di questo passato?

Si potrebbe ugualmente ricordare il generale Custer, che ha violato un trattato con i Sioux nel 1874 per dare il via a una caccia all'oro nelle Montagne Nere. Ho qualche volta l'impressione che “più le cose cambiano, più rimangano uguali”, «plus ça change, plus c’est la même chose » [dice Erdrich in francese]. Si utilizza questa parola in francese perfino nei libri di testo americani. Già nel XIX secolo, le risorse naturali di cui abbondano le riserve tribali suscitavano molte brame. Al giorno d'oggi, le compagnie petrolifere o minerarie fanno pressione sui poteri pubblici con la forza di un rullo compressore. Una dopo l'altra, le tribù devono organizzarsi per respingere questi assalti e preservare le loro terre.

Da quando Trump è entrato in carica a fine gennaio, è tornato sulla decisione di Obama di interrompere la costruzione dell'oleodotto. Obama non l'ha presa troppo tardi?

Ha tentato di fermare la costruzione dell'oleodotto, ma non aveva i mezzi giuridici per farlo. Ha usato la sua influenza presso il corpo degli ingegneri dell'esercito per convincerli a provvedere lo stop ai lavori. Hillary Clinton condivideva il parere di Obama e sono convinta che avrebbe continuato su quella via. L'elezione di Trump è stata una tale sconfitta: ho fatto molta fatica a crederci e non sappiamo ancora bene che cosa è successo. È qualcosa di mai visto. Non abbiamo mai conosciuto una presidenza così strana e caotica. Se un membro della famiglia si fosse comportato come Trump, moltiplicando le menzogne e le accuse paranoiche, l'avremmo mandato immediatamente da un neurologo. Qualcosa non funziona in lui, ma è circondato da gente pronta ad approfittarne.

Il 29 aprile 2017, proprio prima che si celebrino i primi 100 giorni di Trump, avrà luogo a Washington una “marcia del popolo per il clima”. Pensa di andarci?

Se non ci sarò, sarò a manifestare a Minneapolis. È l'unica cosa che possiamo fare; abbiamo la nostra tabella di marcia, sappiamo che cosa dobbiamo fare ancora: scendere in strada perché le nostre vite sono in gioco. Io sono in prima fila in tutte le manifestazioni. Tutti devono diventare militanti.

Il divieto di ingresso ai musulmani ha fatto scendere le persone per strada. Io sono stata colpita dal numero delle persone che si sono recate personalmente negli aeroporti, dagli avvocati che hanno offerto i loro servizi. La politica di Trump provoca un'ondata di ribellione che non accenna a calmarsi. Il suo tentativo di abrogare l'Obamacare che priverebbe milioni di persone della copertura medica ha fatto ulteriormente scatenare le proteste. Non possiamo sperare niente da Trump, ma gli eletti forse possono cominciare a comprendere che non saranno più rieletti di fronte a una fronda di tale ampiezza.

Per ritornare a Standing Rock, numerose militanti sono stati arrestate prima di subire una perquisizione corporale da poliziotti maschi ed essere lasciate nude in cella per delle ore. Alla fine del suo romanzo , «Dans le silence du vent », lei scrive che un'indiana americana su tre viene violentata nel corso della sua vita e che la maggior parte dei crimini resta impunita. Esiste un razzismo anti-indiano tra i poliziotti?

Non tutti i poliziotti sono razzisti, ma il comportamento di molti di loro a Standing Rock è stato molto scioccante. L'utilizzo dei cannoni ad acqua e dei cannoni assordanti ha provocato indignazione nel resto del Paese. Le persone hanno visto fino a che punto le forze di polizia delle piccole città sono militarizzate. […] La cultura indiana, tra le altre cose, può insegnarci un diverso rispetto per le risorse in armonia tra uomo e ambiente.

LOUISE ERDRICH è autrice di opere importanti tea cui «Love Medecine», «le Pique-nique des orphelins », la trilogia « Dans le silence du vent », « la Malédiction des colombes » (tutti pubblicati in francese da Albin Michel), e « LaRose ». In italiano si trova il suo libro “La casa tonda” (edito da Feltrinelli).

6 aprile 2017

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