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​“Daesh e il Front National si alimentano a vicenda”

intervista a Marek Halter

Marek Halter

Marek Halter The Living News

Lo scrittore e attivista francese Marek Halter ha commentato le elezioni regionali francesi. Oltralpe il clima, dopo un annus horribilis segnato dal terrorismo e dalla propaganda dell’estrema destra, è molto teso. C’è il rischio concreto di una guerra civile. Ma si potrebbe uscire dal terrore con una grande mobilitazione dei sette milioni di musulmani che vivono in Francia e trovando risposte politiche alle argomentazioni di Madame Le Pen: ad esempio, combattendo la disoccupazione. Perché anche negli anni Trenta il primo argomento contro gli ebrei era stato che “rubassero il pane” a tedeschi e polacchi.

Come si vive in Francia dopo gli attacchi terroristici e le elezioni regionali dove il FN ha avuto una forte affermazione, anche se non ha conquistato nessuna regione? Come sono i rapporti con i musulmani?

Facciamo una premessa: ci sono differenze tra il Fronte Nazionale e Daesh. Il FN vuole ottenere il potere con mezzi democratici, mentre Daesh vuole giungere al potere con la violenza. Questo influenza i rapporti con i musulmani. Se lei ascolta Donald Trump, dice le cose che pensa la maggior parte dei francesi. Le persone comuni hanno paura dell’islam e la paura provoca l’odio. Non ci sono ancora situazioni di guerre civili. Nessuno ha ancora bruciato una moschea, ma ciò potrebbe accadere.

Torniamo un attimo al FN e alle elezioni regionali: la destra e la sinistra tradizionali hanno compiuto degli errori?

Certo. Ma è un problema della stessa struttura della società francese. Noi siamo un Paese laico, pertanto non riconosciamo le comunità. Quando chiedo al Presidente Hollande di rivolgersi direttamente ai sette milioni di musulmani francesi, lui mi guarda come se fossi pazzo e mi risponde: “Non sono musulmani. Sono francesi”. Ma se si vuole che una minoranza ci ami, bisogna che la valorizziamo. Si deve dire: sono francesi, ma sono anche musulmani. Ad esempio gli ebrei sono stati valorizzati. Purtroppo lo si è fatto dopo che ne sono stati uccisi milioni. Si è stati obbligati a valorizzarli. Ma dopo si è parlato moltissimo degli ebrei e si è detto che sono ebrei e francesi. E sono cittadini fedeli dello Stato. E oggi gli ebrei si sentono integrati. Al contrario i musulmani sono un gruppo con delle tradizioni, una religione particolare e una propria storia, ma si sentono esclusi, e quando i francesi appendono le bandiere tricolori nei quartieri dove ci sono musulmani non li fanno sentire inclusi. I francesi cristiani notano che loro non espongono il tricolore e non si fidano di loro.

Paolo Mieli ha scritto che forse dare l’opportunità al FN di governare qualche regione avrebbe potuto favorire la ripresa delle redini da parte delle forze democratiche tradizionali, sulla scia di quello che accadde in Italia negli anni Settanta, quando nacquero le regioni e per la prima volta, nonostante le tensioni internazionali e il terrorismo, alcune amministrazioni regionali andarono ai comunisti, contribuendo però nei fatti a rafforzare la tradizionale collocazione moderata del Paese. Che cosa ne pensa?

C’è una differenza tra i comunisti e i fascisti. Il comunismo si cura, il fascismo no. È razzista, costruisce tutto il suo pensiero sull’odio dell’altro, convince le persone che i loro figli sono disoccupati perché una persona “diversa” ha rubato loro il posto. Negli anni Trenta si diceva che gli ebrei mangiavano il pane ai tedeschi e ai polacchi ed era per questo che loro facevano la fame. All’epoca gli ebrei in Europa erano 15 milioni. Sono stati uccisi perché si riteneva che mangiassero il pane destinato agli altri. Oggi gli ebrei non contano molto, ma i musulmani sono milioni di persone in Europa. E nei paesi in Francia, in Ungheria e in Polonia dove i fascisti sono già al potere, si è visto che tutto il pensiero non è costruito in maniera positiva, ma si pensa al male, a un nemico. I comunisti volevano creare una società nuova, che poi ha portato al gulag. I fascisti volevano fin dall’inizio creare una società dove i “subumani” non avevano posto, che fossero degli ebrei, degli zingari o dei neri... Quindi è una cosa completamente diversa, e oltretutto dare il potere a Marine Le Pen in regioni francesi grandi a volte più dell’intera Austria sarebbe dare la benedizione dello Stato all’esclusione e alla discriminazione di una parte dei francesi.

Il FN è quindi sempre pericoloso. Come si pone oggi la questione dell’immigrazione?

È un vero problema. Io penso che gli americani dovrebbero sbloccare 30 miliardi di dollari per aiutare l’Europa ad accogliere tre milioni di profughi. Gli americani sono responsabili di tutto ciò che sta succedendo. Sono loro che hanno cominciato la guerra in Iraq e in Siria. È George W. Bush che ha massacrato decine di migliaia di persone sostenendo un’argomentazione menzognera, quella che l’Iraq avesse le armi di distruzione di massa. Oggi si sa che ha mentito. George W. Bush dovrebbe essere processato a L’Aja. È facile processare i dittatori africani: sono neri, sono disprezzabili, magari hanno ucciso 20.000 persone. George W. Bush ne ha fatti uccidere milioni, di persone in guerra e di rifugiati in Libano, in Giordania, in Siria, senza contare quelli che muoiono di fame. Noi abbiamo un dovere di solidarietà. Bisogna che ci ricordiamo che nel 1936 a Evian ci fu una conferenza internazionale il cui tema era che cosa fare dei rifugiati ebrei. Nessuno li voleva, né l’America, né l’Inghilterra...tranne la Repubblica Domenicana tutti gli altri avevano il numero chiuso o rifiutavano comunque nuovi rifugiati. Hitler allora voleva espellere tutti gli ebrei, e nessuno li voleva. Alla fine poté quindi ucciderli tutti tranquillamente. È così che è nata l’idea di una soluzione finale. Io ho scritto per il mio amico Christian Estrosi, che ha vinto nella regione Alpes-Maritimes, una comparazione tra Daesh e il Front National, visti dal punto di vista della dialettica hegeliana. Daesh fa paura, quindi i francesi hanno paura dei musulmani perché Daesh uccide in nome dell’Islam; per via di questa paura votano il FN, che è l’unico partito che ha promesso loro di sbarazzarsi dell’islam; poiché il FN si rafforza sempre più, anche i musulmani hanno paura e si avvicinano a Daesh. Uno nutre l’altro. Il pericolo è questo. Se non si riesce a fermare il successo del FN, a mobilitare i musulmani in grandi manifestazioni di piazza contro Daesh, per mostrare che i musulmani sono prima di tutto francesi, si può arrivare a una guerra civile casa per casa, una guerra civile religiosa.

Parliamo di questa sua proposta ai musulmani di manifestare.

I musulmani dovrebbero mostrare ai francesi non musulmani che reagiscono. Dovrebbero andare in decine di migliaia, almeno 100.000, davanti al Bataclan a pregare in arabo e non in poche decine. I musulmani non vogliono farlo perché si sentono costretti a giustificarsi. Ma non gli si domanda di giustificarsi, bensì di aiutare nella lotta contro il fascismo in Francia e il Daesh in Siria e in Iraq. Questo penso che possa essere il modo per la Francia di uscire da questo 2015 terribile. Bisogna rispondere agli argomenti della Signora Le Pen, quindi creare occupazione, far calare la disoccupazione, e poi appunto avere una mobilitazione dei musulmani. 

Carolina Figini, Redazione Gariwo

16 dicembre 2015

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