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"La Giornata dei Giusti, per una memoria inclusiva"

intervista al Senatore Lucio Romano

Il Senatore Lucio Romano

Il Senatore Lucio Romano

Lo scorso 26 luglio la Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge per l’istituzione in Italia di una Giornata in memoria dei Giusti dell’umanità.
Con questo provvedimento, attualmente all'esame del Senato, il nostro Paese aderirà ufficialmente alla Giornata dei Giusti - 6 marzo, istituita dal Parlamento europeo il 10 maggio 2012.
Per discutere della legge e dell'importanza della valorizzazione delle figure dei Giusti, è stato organizzato al Senato della Repubblica - il 17 ottobre alle ore 10, presso la Sala dell'Istituto di S. Maria in Aquiro -, su iniziativa del Sen. Lucio Romano e dell'On. Milena Santerini, l'incontro I Giusti dell'umanità, con i Senatori Lucio Romano, Rosa Maria De Giorgi, Salvatore Torrisi, Andrea Marcucci, Bruno Mancuso e gli interventi di Gabriele Nissim, Milena Santerini, Gabriele Albertini, Anna Foa, Emilio Barbarani e Pietro Kuciukian (il programma dettagliato è disponibile nel box approfondimenti).

Abbiamo raggiunto il Senatore Lucio Romano, Vicepresidente della Commissione Politiche UE e membro della Commissione Affari Costituzionali, per discutere dell'istituzione della Giornata in memoria dei Giusti, dei valori di cui questi esempi sono portatori e dell'importanza della responsabilità nel proprio tempo.

Dopo lapprovazione da parte della Commissione Affari Costituzionali della Camera, il progetto di legge per listituzione di una Giornata in memoria dei Gusti dellumanità è ora in discussione al Senato.
Quali sono i tempi e i prossimi passaggi necessari per lapprovazione del provvedimento?

Per quanto riguarda i tempi, la notizia positiva è che la Prima Commissione Affari Costituzionali al Senato ha fatto richiesta alla presidenza del Senato della deliberante, ovvero della possibilità di votare il provvedimento direttamente in Commissione. In questo modo si eviterebbe il passaggio in Aula, con evidente riduzione dei tempi per la definitiva approvazione. Ritengo che questo aspetto sia molto importante per accelerare una procedura che altrimenti, in ragione del calendario del Senato, potrebbe richiedere tempi troppo lunghi per una legislatura al termine.

Ritiene che ci possano essere obiezioni nel merito di questo provvedimento? O pensa che ci possa essere ununità politica sul progetto?

Ritengo, ragionevolmente, che ci sia un’ampia condivisione nella Commissione Affari Costituzionali, come ha dimostrato proprio la richiesta della deliberante. Le possibili divergenze politiche saranno superate in ragione del supporto unanime a un’iniziativa volta alla memoria tanti Giusti che, in vari ambiti e situazioni, hanno dato tangibile ed eroica dimostrazione non di appartenenza, ma della comune forza di salvatori e della condivisione di valori che trasmettono un senso di pedagogia sociale e di democrazia.

Dopo listituzione della Giornata dei Giusti a livello europeo, cosa significa che sia lItalia il primo Paese a creare questa ricorrenza a livello nazionale - anche alla luce del fatto che il nostro Paese è uno dei più impegnati nelle attività per celebrare il Giorno della Memoria?

Credo che questo abbia una grande valenza non solo di testimonianza, ma di cultura sociale e politica, anche perché l’Italia è il Paese maggiormente sovraesposto, rispetto agli altri Stati europei, a una molteplicità di problematiche, certo non ultima quella dell’accoglienza e integrazione di migranti. Il provvedimento si inserisce nella particolare attenzione rivolta dalla popolazione italiana alla storia recente e alla tragedia della Seconda guerra mondiale, ma ancor più in generale alle sofferenze, al dolore e a un mondo segnato frequentemente e tuttora dalla negazione dei diritti fondamentali dell’uomo. Il primo dei quali è il diritto alla vita e alla libertà.

Punto centrale della legge sarà leducazione. Qual è secondo lei la battaglia culturale più importante in questo momento, da compiere tanto nelle scuole quanto allinterno dellopinione pubblica?

È fondamentale rappresentare la memoria non solo collegandola a una determinata fase storica, ma arricchendola con le tante altre memorie, attuali e diffuse, che devono coinvolgere l’informazione e la formazione dei cittadini italiani. Per questo credo che in questa fase la dimensione pedagogica e culturale sia l’imprescindibile fondamento per far capire che le sofferenze non hanno colore politico o appartenenza geografica, la morte di tanti interroga la responsabilità di tutti. Ognuno si deve caricare della responsabilità nel proprio tempo. Occorre partire dalla responsabilità del singolo perché diventi responsabilità comunitaria.

Alla luce di questo, di fronte alle sfide del nostro tempo, pensa che valorizzare i Giusti e ricordare che lesempio di un solo uomo può fare la differenza tra bene e male possa quindi rafforzare non solo i singoli Paesi, ma anche lEuropa stessa e i suoi valori fondanti?

Certamente. La dimensione del Giusto non è perimetrata all’interno di confini nazionali, ma è l’evocazione di un dettato morale personale e di un imperativo etico sociale. Ricordare, appunto nella Giornata in memoria dei Giusti, le storie di quanti, da soli, hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte di fronte al male, può essere la rappresentazione tangibile di come, partendo dai singoli, si possa dar luogo - a livello europeo e non solo - alla rinascita di una rete di solidarietà, di prossimità, che unisca amici morali. Credo che questo aspetto sia rilevante affinché si riconosca la ragione che motiva l’istituzione della Giornata dei Giusti: non si tratta semplicemente di aggiungere al calendario un altro Giorno della Memoria. In Italia forse sono addirittura troppe le ricorrenze da celebrare, per le più varie motivazioni che, si potrebbe pensare, vanificherebbero il 6 marzo. Come è stato puntualmente ricordato, “la pluralità delle memorie non è un limite, ma una ricchezza, perché trasmette la complessità della storia umana”. La Giornata dei Giusti ha una grande valenza: si caratterizza per una memoria inclusiva che, appunto, non esclude ma comprende. Il 6 marzo raccoglie e ricompone, sulla base di un ontologico sentire per il bene, tante storie di uomini e donne che si sono impegnati o si impegnano a soccorrere perseguitati, a difendere la dignità umana e a testimoniare la verità per non dimenticare. Ecco, la vera forza della “Giornata in memoria dei Giusti dell’Umanità” è la sua funzione pedagogica e formativa. Non si tratta di una formale commemorazione. L’obiettivo non è la contrapposizione tra memorie o la gerarchia della sofferenza umana, ma la realizzazione di una visione comunitaria che sappia fare la differenza tra il bene e il male.

Martina Landi, Redazione Gariwo

16 ottobre 2017

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