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L'assedio infinito di Sarajevo

a 20 anni dalle guerre nella ex Jugoslavia

La bandiera di Borovo Selo

ll 1 maggio 1991 a Borovo Selo, quattro poliziotti croati, che avevano tentato di issare la bandiera della Croazia al posto di quella jugoslava, sono assaliti e catturati dalla popolazione. Il giorno seguente 150 poliziotti vengono inviati a Borovo per ordine delle autorità croate di Osijek col compito di liberarli, ma si scontrano con un gruppo di miliziani serbi: vengono uccisi dodici poliziotti croati, altri venti sono feriti e muiono anche alcuni serbi.
I corpi dei dei poliziotti croati vengono mutilati dai miliziani. Le mutilazioni sono considerate dai croati, e anche da alcuni osservatori stranieri, come un gesto compiuto per alimentare l'odio interetnico. Questo episodio avvia i conflitti nella Ex Jugoslavia.
Il 5 aprile 1992 a Sarajevo cecchini serbi aprono il fuoco su una manifestazione popolare e uccidono un dimostrante. Il giorno dopo la Comunità Europea sancisce l'indipendenza della Bosnia-Erzegovina; i deputati serbi dichiarano la secessione della Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina. Si scatena la violenza in tutto il Paese.

Sarajevo, l'assedio infinito

Il 2 maggio 1992 l'esercito federale e le milizie serbe bloccano tutti gli accessi a Sarajevo, ponendo la capitale sotto un assedio destinato a durare ben 43 mesi. Stragi, stupri e deportazioni proseguono per tutta la durata della guerra, in uno scenario di pulizia etnica culminato nel massacro di Srebrenica, costato la vita a circa 8.000 civili bosniaci.



Nell'agosto del 1995, la NATO bombarda le milizie serbe che, supportando l'avanzata delle forze armate croate reduci dalla liberazione della Krajina, sanciscono la conclusione del conflitto.

Il 21 novembre 1995 a Dayton, nell'Ohio, viene siglato l'accordo di pace che trasforma la Bosnia-Erzegovina in una repubblica federale, assegnandone il 51% del territorio alla Federazione di Bosnia ed Erzegovina e il restante 49% alla Repubblica Serba. La versione definitiva del trattato è firmata a Parigi il 14 dicembre dello stesso anno.
La guerra si chiude con un bilancio di circa 102.000 morti e 1.326.000 profughi, il più pesante registrato sul suolo europeo dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

La guerra accanto

Il mensile L'Europeo celebra i vent'anni dal conflitto con alcune serate dedicate al ricordo di chi si è opposto a questa violenza, e con un numero speciale che raccoglie le immagini del conflitto e un'intervista a Svetlana Broz, fondatrice di Gariwo Sarajevo.

Padova, 7 maggio - Sala Paladin (ore 18.00): intervengono Valeria Palumbo, caporedrattrice del mensile, e Giuseppe Pisani, presidente del Giardino dei Giusti del mondo di Padova.

Gaggiano, 13 maggio - Palazzo Comunale (ore 21.00): intervengono Valeria Palumbo, Maria Grazia Vantadori, assessore alle Pari opportunità del Comune di Gaggiano, Mattia Zangrossi, consigliere comunale alla Cultura. Improvvisazioni musicali al flauto e sax di Walter Colombo.

Su Gariwo.net
pulizia etnica nella Ex Jugoslavia
figure esemplari della Ex Jugoslavia

Su WeFor.eu
Il progetto del Giardino di Sarajevo

29 aprile 2011

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