Gariwo
QR-code
https://it.gariwo.net/libri-and-co/film/gulag-e-totalitarismo/katyn-2738.html
Gariwo

Katyn

di Andrzej Wajda drammatico, Produzione Akson Studio - TVP S.A. Polsi Instytut Sztuki Filmowej Telekomunikacja Polska. Polonia, 2007

Il 17 settembre del 1939 le truppe sovietiche dell'Armata Rossa invadono la Polonia orientale. Solo due settimane prima la Germania di Hitler, con cui i sovietici avevano stretto un patto di non aggressione, aveva invaso la parte occidentale del Paese. Era iniziata la seconda guerra mondiale. I cittadini polacchi non sanno dove e da chi scappare, presi in mezzo ad una sorta di tenaglia mortale. Tra questi: Anna (Maja Ostavzewska) che con la sua bambina Nika cerca di raggiungere il marito Andrzej (Artur Zmijewski), ufficiale dell'esercito polacco, fatto prigioniero dai sovietici; Ròza (Danuta Stenka) che, moglie di un Generale imprigionato insieme a tutti gli altri ufficiali, deve fare buon viso a cattivo gioco con gli occupanti nazisti; infine Agnieszka (Magdalena Cielecka) sorella di un giovane tenente, compagno di prigionia di Andrzej, che invece trascorre gli anni della guerra nei boschi insieme alla Resistenza polacca. Passano gli anni, il patto tra Hitler e Stalin cade cosicchè tutta la Polonia viene occupata dai nazisti. Nel 1943 le SS tedesche svelano un orribile episodio cui i sovietici si sarebbero macchiati due anni prima: nella foresta di Katyn, a pochi chilometri dal confine russo-ucraino, viene rinvenuta una fossa comune con i cadaveri di migliaia di ufficiali polacchi. Lo sgomento ed il dolore dei parenti delle vittime sarà addirittura peggiore quando, una volta finita la guerra e compreso che la Polonia sarebbe stata per lungo tempo sotto il giogo di Mosca, i sovietici rinnegheranno le proprie responsabilità, affibiando il crimine alla Germania nazista.

Andrzej Wajda firma questo toccante lungometraggio che racconta una delle pagine più nere e controverse della seconda guerra mondiale: la strage di ufficiali e civili polacchi effettuato nella foresta di Katyn nel 1940 da parte del NKVD, su ordine di Stalin. Wajda gira questo film e racconta questa storia per far conoscere al mondo un capitolo oscuro e che solo nel 1990 viene definitivamente chiuso, quando il governo russo ammette le proprie responsabilità scagionando il Terzo Reich “almeno” da questo orribile massacro. Il regista accudiva e cullava da tempo il proposito di dirigere un film riguardante questo oscuro capitolo della storia polacca ed auropea, in quanto il padre, ufficiale di cavalleria, fu tra le migliaia di vittime di Katyn. Un film coinvolgente e toccante che soprattutto nell'ultima parte raggiunge un'incredibile livello di drammaticità; quasi improvvisamente, il regista mette lo spettatore di fronte ad un lungo flash back nel quale si ricostruiscono minuziosamente tutte le varie fasi del massacro. Una ricostruzione fedele resa possibile dal ritrovamento di un diario in cui uno degli ufficiali aveva annotato tutto e con grande dovizia di dettagli. Un diario che nel film appartiene al protagonista Andrzejma che non rappresenta un espediente narrativo, in quanto nella realtà fu effettivamente trovato nella giacca di Adam Solski, una delle vittime. Se per tre quarti il film e la sceneggiatura appaiono abbastanza narrative e non particolarmente intense da un punto di vista emotivo, l'ultimo segmento in cui si descrivono quei terribili attimi riguardanti le varie esecuzioni capitali, lasciano lo spettatore senza fiato. La mancanza di dialoghi, musiche, l'asciuttezza del racconto fatto solo di immagini e delle disperate espressioni di chi ha ormai compreso di essere destinato a morte certa, conferiscono alle scene una drammaticità sconvolgente. Wajda vuole evitare qualsiasi distrazione o inutile contorno all'essenzialità del momento, sottolinerare la freddezza e la sconvolgente meccanicità con cui i soldati sovietici eseguirono migliaia di esecuzioni, una perfetta macchina omicida somigliante ad una qualasiasi altra catena di montaggio. Katyn è però un film che in genere parla di dignità umana, di rispetto della verità, di presa di coscienza di fronte ad un'enorme ingiustizia. I polacchi si trovarono in casa, a guerra finita, i carnefici dei loro stessi mariti, figli o fratelli, carnefici che li obbligarono ad accettare una colossale menzogna con la prepotenza della forza. Alcuni, molti, furono costretti ad accettare abbassando il capo, altri come la giovane e bella Agnieszka o come il tenente Jerzy non lo fecero andando incontro al loro drammatico destino. Quindi un film che esalta il coraggio di coloro che non vollero scendere ed abbassarsi ad ignobili compromessi proprio con gli assassini dei loro cari, uomini e donne che ebbero una tale e straordinaria dignità da non voler pieagarsi a questa orribile farsa.

Katyn è un film che consigliamo caldamente anche e soprattutto perchè getta una luce definitiva su un capitolo nascosto della storia del '900, un episodio su cui troppo si è celato, su cui la censura sovietica stessa ha imposto il suo fortissimo veto per troppo tempo.

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Grazie per aver dato la tua adesione!

Contenuti correlati