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Il sogno di Martin

di Dino Ticli Coccole books, 2017

Isoke, Geremy, Sankar, Aziz e Azibo sono i nomi di cinque giovanissimi che, in Paesi e periodi storici differenti, affrontano discriminazioni e ingiustizie comuni a tante culture diverse. Sono storie di lotta e di coraggio, di resilienza e speranza che si intrecciano con il racconto della vita di un grande uomo, Martin Luther King. Questo viaggio intorno al mondo ci fa aprire gli occhi e vedere come la sua lotta sia stata soltanto una goccia in un oceano di battaglie per un mondo più libero, equo e tollerante «Avevo un sogno (…) Io l’ho vissuto come un pensiero concreto, come obiettivo raggiungibile, come strada da percorrere e da condividere verso la meta: la fratellanza nella pace».

Martin nasce nel 1929 ad Atlanta e fin dagli anni della scuola, sperimenta sulla sua stessa pelle razzismo e cultura segregazionista: il disprezzo dei compagni bianchi, l’umiliazione dei posti in piedi sull’autobus, gli sguardi meschini e carichi d’odio di passanti e vicini di casa. Nonostante questo clima ostile, cresce abbracciando gli ideali di amore e di pace e sceglie di intraprendere la strada del pastore battista: il suo obiettivo è parlare alla gente e mostrare la via per la convivenza pacifica. Ispirato dalle parole di Mahatma Gandhi, rimane sempre fedele alla sua profonda identità pacifista e nonviolenta, impegnandosi fino all’ultimo dei suoi giorni affinché la lotta per i diritti civili non ricadesse in inutili spargimenti di sangue. Le sue “armi” furono sit-in, marce, manifestazioni e scioperi: sempre in prima fila, Martin è instancabile e a capo di ogni azione. 

La sua è una rivoluzione lunga e lenta. Scopre presto però che la rabbia e la frustrazione non sono delle compagne affidabili nel mantenimento di un confronto pacato e dialogante: «l’istinto di rispondere agli altri con la stessa moneta sono tentazioni in cui è facile cadere. Ci si convince perfino che sia giusto usare la violenza con i violenti».
Ma il reverendo King è un esempio di integrità morale e sa dare il giusto esempio alla sua comunità: non si lascia vincere dalla paura e continua con coraggio nella sua missione «Ero molto stanco e preoccupato per i nuovi profeti del popolo negro che sorgevano un pò ovunque, fautori della lotta dura e brutale. Molti di noi, esasperati, si erano rivolti sempre più alle soluzioni rivoluzionarie, sostenute dai seguaci di Malcom X, che spesso si ponevano in aperto conflitto con le mie proposte».

Lo spirito di un uomo contro la narrazione di una società che deve essere mantenuta divisa e separata: lo abbiamo visto tante volte, l’unione fa la forza e, un popolo coeso, può far paura ai potenti che lo governano. Crede nella voce di una sola forte umanità, che si alza in difesa di un mondo in cui uguaglianza, fratellanza e pace sia diritti irrinunciabili e garantiti a tutti e tutte.

Ci chiediamo: perchè l’autore ha voluto inserire, come fosse un lungo filo cucito tra le pagine di questa storia, altri cinque piccoli racconti, quasi anonimi? Non bastava la sua potente vita a parlarci di diritti civili?
Certo, Martin Luther King è stato una figura fondamentale per la storia del suo Paese e, nonostante la sua tragica fine, ha saputo imprimere una direzione e un pensiero deciso e chiaro. Eppure dobbiamo ricordarci anche di tutte le migliaia di storie sconosciute e nascoste, ma comunque esistite: sono figlie dei pregiudizi, nati soprattutto per diffondere odio ingiustificato e per creare differenze profonde tra uomini e donne. 

Tutto ciò contro cui Martin si batteva fermamente. Non bisogna smettere di parlare delle caste indiane, che aggravano povertà e miseria e precludono un accesso libero all’istruzione. Non bisogna dimenticare le crudeli discriminazioni nei confronti di disabili e emarginati in Africa. Non si può tacere sul dramma delle rotte migratorie, che troppo spesso finiscono con la morte di tanti giovani che semplicemente cercano un’opportunità per riscattarsi.

Martin, forse senza rendersene davvero conto, ha dato voce a chi voce non aveva, e per questo è stato messo a tacere: il nostro compito è quello di raccogliere le sue parole e far si che la sua battaglia non venga abbandonata. «Fui ucciso, brutalmente, e con me sembrò scomparire anche la speranza che avevo suscitato negli emarginati, negli oppressi, nei poveri. Ma il grande sogno che io ho inseguito sopravvivrà finché ci sarà qualcuno che avrà voglia di sognare».

Martin Luther King, l’uomo che ci ha insegnato che si può sognare anche ad occhi aperti.


Consigliato per le scuole secondarie di I grado

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