Gariwo
QR-code
https://it.gariwo.net/libri-and-co/libri/shoah-e-nazismo/se-esiste-un-perdono-26217.html
Gariwo Magazine

Se esiste un perdono

di Fabiano Massimi Longanesi, 2023

Ho avuto il piacere di incontrare l’autore di questo avvincente romanzo, Fabiano Massimi, alla presentazione del libro presso la Biblioteca di Correggio, il paese in cui abito.

Sono bastati i primi minuti del suo intervento per catturare l’attenzione di tutti con la sua grande capacità comunicativa, simpatica ironia e autentica passione. Mi sono detta: se scrive come sa parlare, questo libro non mi deluderà! Ed infatti è stato proprio così!

Massimi, laureato in filosofia tra Bologna e Manchester e insegnante di scrittura creativa nel programma universitario della Scuola Holden, ha incontrato per la prima volta la vicenda di Nicholas Winton grazie ad un’amica che, in pieno lockdown 2020, gli ha inviato un commovente video della BBC del 1988 in cui lo “Schindler britannico” (come la stampa inglese l’ha nominato) ha incontrato per la prima volta i bambini salvati (669), ormai adulti e anziani : “questa storia fa per te!”. E Fabiano Massimi ha iniziato a cercare la documentazione storica non solo su Winton ma anche su Doreen Warriner e Trevor Chadwick, suoi collaboratori, la cui visibilità, a differenza di Winton, rimane ancora nascosta nelle pieghe della Storia.

L’autore, che ha già affrontato il periodo del nazismo in due thriller storici (L’angelo di Monaco e I demoni di Berlino), con questo nuovo romanzo rinnova la sua scelta di scrittore che dà voce alla Memoria: appiattiti sul presente, oggi viviamo in una specie di “gabbia” che ci impedisce di orientare lo sguardo su orizzonti di speranza e di significato che stanno sia alle nostre spalle sia davanti a noi, in vista dell’orientamento che vogliamo scegliere per il futuro. In fondo, avrà pensato Massimi, se la storia di Winton che qualcuno mi ha regalato, ha originato curiosità, stupore, passione, fiducia, perché dovrebbe interessare solo a me? Convinto che anche oggi ci sia “fame” di storia e che il bravo divulgatore sia quello che, con metodo rigoroso, sa presentare qualcosa di complesso rispondendo al bisogno di conoscenza dei più che non sono addetti ai lavori, Massimi usa la sua incantevole capacità narrativa per scrivere un affascinante romanzo. Nel saggio storico l’esperto parla alla “testa” del lettore e lo accompagna in una sorta di visione dall’alto della storia, certamente complessa. Il romanzo invece arriva al cuore: il lettore è il personaggio, è dentro la storia, l’assume in modo più completo perché la vive percorrendo la trama delle vicende, attraversando gli spazi e i tempi, provando sentimenti ed emozioni, inventando strategie e scoprendo nuove conoscenze e punti di vista. Il ruolo divulgativo del romanzo permette ai più di nutrire, attraverso le singole e a volte piccole storie, quella “fame di conoscenza” delle vicende umane che ci fa sentire simili, compartecipi, interessati.

La scelta narrativa di Massimi è la scrittura di una vicenda raccontata su due piani: uno è orizzontale, quello dei veri protagonisti e salvatori dei bambini (Winton, Warriner e Chadwick), l’altro è quello di Petra e della Bambina del sale, personaggi di fantasia inseriti in questa vicenda che è narrata come una fiaba. Ci sono infatti tre eroi venuti da fuori, ci sono un castello, una città magica e misteriosa come Praga, c’è un Lupo (Hitler), ci sono un uomo malvagio che cerca una enigmatica e sfuggente bambina, l’unica che non vuole essere salvata, ma che “follemente” gli eroi cercano di sottrarre al suo destino tragico perché se lei si salva, si salvano tutti! “Chi salva una vita, salva il mondo intero!” appunto…

Niente dirò della trama che si svolge nella primavera del 1939, a un soffio dall’inizio della Seconda guerra mondiale: godetevi il ritmo narrativo, l’incalzare degli avvenimenti, il thriller, l’ambiguità di alcuni protagonisti, il buio e la luce, il timore e la sorpresa…è un romanzo scritto per ragazzi e adulti, una lettura coinvolgente che anche gli studenti apprezzeranno.

Se qualcosa non è impossibile, allora deve esserci un modo per farlo”: il motto di Winton è l’anima del romanzo!

Ma è anche il senso della narrazione delle storie dei Giusti, il metodo Gariwo, come ci ha ricordato Gabriele Nissim in un recente intervento.

La storia di Winton è quella di un ebreo inglese che senza esperienza di bambini, conoscenze logistiche dei trasporti, contatti o canali politici, capacità di parlare la lingua ceca, organizza l’Operazione Kindertransport: cosa ci fa a Praga? Cosa c’entra con i rifugiati? Si rende conto del pericolo che corre?

Winton non si limita, di fronte alle scelte politiche inglesi, a protestare virtualmente, a parole (come tante volte facciamo anche noi, complice l’uso dei social per alleggerirci la coscienza con frasi di indignazione) ma agisce, si occupa personalmente della faccenda. Rappresenta quelle donne e quegli uomini che si sentono chiamati in causa, ancora oggi, per rendere concrete le speranze e le promesse del “mai più”, scritte nere su bianco nella “Convenzione per la prevenzione e la punizione del crimine di genocidio“ proposta da Raphael Lemkin nel 1948 e nella “Dichiarazione universale dei diritti umani”.

La narrazione di Massimi ha come scopo, come facciamo nei Giardini dei Giusti, la trasmissione della conoscenza storica e lo sviluppo dell’empatia. Se non si conosce, non si può agire ma una conoscenza senza impegno e attività, non è vera conoscenza. La narrazione allena il “muscolo” della Memoria e può svegliare la coscienza: le storie dei Giusti nutrono la speranza che “ognuno ha il potere di spingere la storia in una buona direzione” (Nissim). Gli esempi di donne e uomini resistenti e responsabili di fronte al male sono terapeutici, cioè ci umanizzano, ci arricchiscono in umanità, ci mostrano che il Bene è alla portata di tutti. Anche dei traditori (come in questa storia).

Raccontare la storia di Winton e di altri Giusti ha un valore persuasivo: “non si impone a nessuno una morale o una direttiva di comportamento ma, con il racconto delle storie, si stimola la gente a pensare da sola e a immedesimarsi empaticamente in chi ha agito come persona degna in varie circostanze difficili” (Nissim). I Giusti non sono esseri sacrificali, ma persone che hanno compreso, anche attraverso dilemmi, dubbi ed errori, che fare il bene fa bene non solo agli altri ma prima di tutto a sé stessi e rende felici. Scoprirete anche nel romanzo questi cambiamenti interiori dei protagonisti.

Nella nostra realtà che, paradossalmente, è iperconnessa ma rischia anche di isolarci, questa storia, come le altre dei Giusti, ci fa uscire dalla nostra solitudine: siamo in compagnia di donne e uomini di ogni tempo che non hanno spezzato la catena del bene e ci mostrano la bellezza della persona che sa reagire, impegnarsi, sperare, scommettere, rischiare per ciò che genera vita. Come ha detto in un articolo su “La Stampa” lo scrittore Maurizio Maggiani: “Ci sarà una sola domanda, a cui dovrò rispondere: quanta vita hai generato e quanta morte?”, quanta vita in cambio di quella che ho consumato?

Nella nota dell’autore che chiude il romanzo, Massimi ricorda che, purtroppo, anche oggi arrivano nelle nostre case immagini di bambini “affamati, abbandonati, imprigionati, uccisi”, di bambini ucraini in fuga o rapiti e ancora non restituiti alle loro famiglie. Ha ragione chi dice: il male è ancora presente e non possiamo fare nulla? “Qualcosa, però, possiamo fare - e se possiamo, allora dobbiamo”. Esistono organizzazioni, continua l’autore, come Save the Children (che ebbe un ruolo di primo piano nell’Operazione Kindertransport) ed Emergency, le quali portano aiuto e raddrizzano un po’ le strade storte della storia: coinvolgere i nostri studenti nella conoscenza e nel sostegno a queste e altre organizzazioni che portano "un po’ di ordine nell'immenso caos della storia” rende praticabile la speranza, trasforma la conoscenza in impegno e attività.

Arianna Tegani, Commissione educazione Gariwo

Rimani aggiornato con le storie dei Giusti

Una volta al mese riceverai dalla redazione di Gariwo riflessioni, eventi e storie sul valore della responsabilità e della memoria del Bene.

Email:

Contenuti correlati