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Per un futuro di dialogo: racconto degli incontri di Fondazione Gariwo al Salone del Libro di Torino

riflessioni su accoglienza, etica dello sport, Medio Oriente e pace

La Fondazione Gariwo ha partecipato, organizzando anche tre incontri tematici, alla XXXVI edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, tenutosi dal 9 al 13 maggio presso l’area espositiva Lingotto Fiere. Con il tema “Vita immaginaria”, l’evento ha celebrato il potere della creatività e dell’immaginazione nel plasmare il nostro presente e il futuro. Gariwo, presente allo stand N22 PAD 3, ha partecipato insieme agli amici di Spostiamo mari e monti aps, con cui collabora per promuove la diffusione dei valori dei Giusti e delle Giuste tra i più giovani, tramite percorsi di cittadinanza e il progetto Comunità di Memoria.
Il programma di Gariwo e Spostiamo mari e monti aps durante il Salone ha offerto momenti stimolanti e ci ha permesso di riflettere, da diversi punti di vista, su come ognuno possa contribuire con il proprio agire nel mondo alla costruzione di un futuro basato su principi di pace, dialogo e rispetto dei diritti umani.
Moltissime persone ci sono inoltre venute a trovare al nostro stand, con loro abbiamo condiviso idee e progetti che non vediamo l'ora di vedere realizzati. 

Il 9 maggio, nella Sala Viola, si è tenuto uno scambio sul fenomeno migratorio e sulla necessità di restituire un volto umano a una realtà che viene spesso descritta, anche a livello delle istituzioni, con termini disumanizzanti: le persone diventano "elementi", l'approdo diventa "sbarco", lo spostamento diventa "invasione", il rifugiato è un "clandestino".
Hanno partecipato, moderati da Sabrina Di CarloEmiliano Giovine, membro del consiglio direttivo di ResQ, il regista Alessandro Rocca e il Giusto Vito Fiorino, che a Lampedusa salvò 47 persone dal terribile naufragio del 3 ottobre 2013 in cui morirono 368 persone.
"Il primo salvatore fu il vento che portò le urla fino alla nostra barca" racconta Fiorino, che da quel giorno ha dedicato tutto se stesso alla diffusione dei valori di accoglienza tra le migliaia di studenti e studentesse che hanno potuto ascoltare la sua storia e quelle di coloro che ha salvato. 
L’evento ha incluso la proiezione di estratti del docufilm “A Nord di Lampedusa” di Davide Demichelis e Alessandro Rocca, che attraverso la testimonianza di Vito e delle persone che ha salvato descrive la potenza delle scelte coraggiose.  

Sempre il 9 maggio, nella Sala Olimpica, si è svolto un appassionante incontro dedicato alle storie di giustizia e diritti umani nello sport.
Hanno partecipato, moderati da Joshua Evangelista, lo scrittore Gino Cervi, il professore Giorgio Simonelli, il rugbista Maxime Mbanda, la giornalista sportiva ed ex giocatrice di serie A, capitano del Geas Basket Giulia Arturi Joanna Borella dell'associazione Bimbe nel Pallone. 
L'incontro ci ha dato anche l'occasione di parlare del volume della Fondazione Gariwo "I giusti e lo sport" (CAMPO LIBERO) edito da Cafoscarina, una raccolta di storie di atleti e atlete che si sono assunte una responsabilità contro ingiustizie e soprusi, infrangendo il dogma che lo sport debba essere un mondo che basta a se stesso.
"Per essere Giusti si può prima sbagliare", dice Maxime Mbanda riferendosi all'importanza di educare i più piccoli a migliorare imparando dai propri errori, anche attraverso lo sport, senza ricercare la perfezione, così come insegnano le vite dei Giusti e delle Giuste. 

Il 10 maggio, nella Sala Madrid, abbiamo ospitato un incontro dedicato ai Giardini dei Giusti e delle Giuste, luoghi che tramandano la speranza e la fiducia nell’umanità attraverso il racconto delle figure morali del nostro tempo, mostrando un'alternativa al conflitto. 
Abbiamo riflettuto sul tema del contrasto all'odio attraverso l'esperienza del villaggio di Neve Shalom Wahat al-Salam, la comunità internazionale di famiglie palestinesi ed ebree, tutte di cittadinanza israeliana, che vivono in pace esercitando il dialogo e la comprensione. 
Hanno partecipato Giulia Ceccutti dell'associazione Amici di NSWAS Italia, Samah Salaime e Nir Sharon co-direttori delle attività educative e dei progetti del villaggio di Neve Shalom Wahat al-Salam. Sono intervenuti inoltre il presidente di Gariwo Gabriele Nissim e la giornalista italiana naturalizzata israeliana Manuela Dviri, che negli anni ha promosso moltissime attività per la pace e la collaborazione tra israeliani e palestinesi. La moderazione è stata fatta dal responsabile editoriale di Gariwo Francesco M. Cataluccio
Samah Salaime: "Ci vuole tanto tempo, tanti sforzi, supporto, finanziamenti, per insegnare la pace e il dialogo come cerchiamo di fare al villaggio di Neve Shalom Wahat al-Salam; per crescere figli e figlie insegnando loro ad odiarsi invece non ci vuole molto, per far scoppiare una guerra basta una sola persona pazza o piccoli gruppi di estremisti che si colpiscono gli uni con gli altri. Basta questo e ne pagheremo tutti il prezzo. È quello che è successo il 7 ottobre. 
Cerchiamo di insegnare ai giovani che ci sono delle persone attorno a noi che cercano di controllare i media mainstream, la narrativa, l'atmosfera che viviamo e che vogliono che ci odiamo e ci facciamo la guerra per sempre. Ma noi stiamo seguendo un percorso diverso, dove nessuno compie atti di violenza. Continuiamo a confrontarci e condividere le nostre storie così come abbiamo sempre fatto". 

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