Samah e Nir, WSNS: "Oggi in Israele basta sembrare arabo per essere in pericolo, ma noi continueremo a praticare la pace"
21 maggio 2024
La pace non è il fine, ma “un processo costante e faticoso, che va protetto a tutti i costi. Perché ci vuole tanto tempo a insegnare il dialogo, mentre per crescere figli e figlie nell’odio basta poco, anche la violenza di una singola persona”. Lo ribadiscono più volte Samah Salaime (araba) e Nir Sharon (ebreo), co-direttori dei progetti educativi di Wahat al-Salam - Neve Shalom. "Oggi l’hate speech si verifica contro chiunque dica “cessate il fuoco”. O contro chi usi la parola “pace”, che al momento in Israele viene considerata dannata, come se fosse una brutta parola. Nonostante tutto, noi stiamo proseguendo proprio sul percorso della pace". Intervista di Joshua Evangelista ed Helena Savoldelli