Ottant'anni fa i sovietici deportavano i tatari di Crimea
20 maggio 2024
Nel 1944 accadde la più grave tragedia nella storia dei tatari di Crimea. La notte del 18 maggio 1944 trentamila soldati dell'NKVD - il famigerato Commissariato del Popolo per gli Affari Interni, predecessore del KGB sovietico - circondarono le case dei tatari. Stalin aveva accusato il popolo tataro di collaborazionismo con i tedeschi e, mentre gli uomini erano al fronte a lottare contro il nazifascismo nelle file dell’Armata Rossa, la polizia segreta di Stalin caricava donne, bambini e anziani nei vagoni merci per deportarli verso le steppe dell’Asia Centrale. In soli due giorni vennero deportate circa 200mila persone. Già dopo un anno era perito il 46 per cento dei deportati.