Ken Saro-Wiwa, un uomo di pace e di idee
10 novembre 2025
«C’è un momento in cui la mente minaccia di piegarsi su sé stessa, di soccombere al proprio terribile potere evocativo… Come si può cancellare l’immagine di un fratello e di un compagno impiccato nell’immensa solitudine del cortile di una prigione? La cosa andava oltre la desolazione, era più devastante: il mio paesaggio umano era stato irrimediabilmente profanato». Con queste parole, il poeta Wole Soyinka, primo premio Nobel per la Letteratura del continente africano, ripercorre, dieci anni più tardi, i fatti occorsi il 10 novembre 1995, nella prigione di Port Harcourt, in Nigeria quando lo scrittore e attivista nigeriano per i diritti del popolo Ogoni, Ken Saro Wiwa, venne impiccato. Saro Wiwa era stato condannato, assieme ad altri otto attivisti, con l’accusa di essere tra i mandanti dell’omicidio di quattro uomini di spicco proprio della comunità Ogoni, tra cui Edward Kobani con il quale, un tempo, aveva fondato il Mosop (Movement for the Survival of the Ogoni People).