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Galina Timchenko, fondatrice Meduza, sotto attacco cibernetico

La solidarietà dalla redazione di gariwo.net

All’inizio di quest’estate, la rivista indipendente russa Meduza ha appreso che l’iPhone della sua co-fondatrice ed editrice, Galina Timchenko, era stato infettato da Pegasus, uno spy-ware progettato dall'azienda israeliana NSO Group e commercializzato in tutto il mondo come prodotto per combattere la criminalità e il terrorismo e di fatto utilizzato da governi di tutto il mondo per sorvegliare giornalisti, avvocati, dissidenti politici e attivisti per i diritti umani. Pare che il telefono di Galina Timchenko sia stato infettato poche ore prima che lei prendesse parte a una conferenza privata a Berlino, a cui partecipavano colleghi dei principali media indipendenti russi in esilio. 

La preoccupazione di Meduza e di Galina - amica di Gariwo e ospite d'onore alla manifestazione organizzata al Giardino dei Giusti di Milano il 3 maggio 2022 per la libertà di stampa - è alta. Questo è il primo caso confermato di attacco Pegasus contro un giornalista russo. 

In un ampio articolo, sviluppato insieme agli esperti di Access Now e Citizen Lab, Meduza riporta ciò che sappiamo di questo famigerato spyware, come è stato utilizzato in Europa e quali stati potrebbero aver speso milioni di dollari per dirottare il telefono della signora Timchenko.

Dopo un primo momento di sgomento totale - il pensiero è andato a tutta la rete di contatti - e di fonti - di Meduza rimasti in Russia, alla quale persone senza scrupoli possono facilmente accedere. Del resto Pegasus era già attivo sul telefono di Timchenko quando si è unita alla riunione a Berlino. Chiunque abbia violato il dispositivo potrebbe averlo utilizzato come intercettazione telefonica, attivando da remoto il microfono per registrare qualsiasi cosa detta a portata d'orecchio. 

"Il mio primo pensiero è stato ovviamente lo Stato russo e i servizi segreti russi", ricorda Timchenko. "Chi altro si preoccupa per me?" 

Identificare le infezioni da Pegasus - che, ricordiamo, non è un "normale" malware - è un lavoro impegnativo, anche per gli esperti tecnici. Questi programmi spyware sono in grado di nascondere le tracce della propria presenza su un dispositivo. Di certo lo stato russo non è un cliente di NSO Group e non ha acquistato la tecnologia di Pegasus.

Del resto l'amministratore delegato del gruppo NSO, Yaron Shohat, aveva dichiarato al Wall Street Journal nel gennaio 2023 che nel core business dell'azienda c'era la fornitura del prodotto di spionaggio solo a governi di tutto il mondo alleati di Stati Uniti e Israele.

Se non è stata, almeno direttamente, la Russia, allora chi c'è dietro? Secondo i tecnici di Access Now potrebbero esserci il Kazakistan o l’Azerbaigian – presunti clienti di Pegasus – su richiesta di Mosca. Il Kazakistan, in effetti, ha già bloccato due volte Meduza senza alcuna richiesta. Eppure né il Kazakistan né l’Azerbaigian hanno mai eseguito un attacco Pegasus in Europa, e quindi si tratterebbe di qualcosa di molto inusuale.

L’iPhone hackerato di Galina Timchenko aveva una scheda SIM lettone. La Lettonia utilizza i prodotti di NSO Group, ed è evidente che negli ultimi tempi Riga nutra sfiducia, se non addirittura fastidio, verso i giornalisti e i dissidenti russi che hanno scelto la Lettonia come nuova base operativa. Tra gli acquirenti di Pegasus ci sono anche Lituania e Germania (che però afferma di usare una versione "light" del programma, che non lederebbe il diritto alla privacy). 

Al di là della fonte dello spyware, è evidente il messaggio chiaro: le fonti di chi fa giornalismo sono a rischio. Essere giornalisti è pericoloso e sono tantissimi gli attori internazionali che non vogliono un giornalismo davvero indipendente. I governi spesso prendono di mira il giornalismo indipendente, utilizzando argomenti sulla sicurezza per giustificare le proprie azioni.

Galina - a cui va tutta la stima e la solidarietà della redazione di Gariwo.net - ha così commentato la vicenda: "A volte diventiamo gli eroi delle nostre storie: è un'esperienza piuttosto strana passare dal soggetto all'oggetto. Nel mio caso prima come oggetto di un attacco e poi come oggetto di un'indagine. Ma è proprio in questi momenti che ti rendi conto di quali brave persone hai al tuo fianco: colleghi giornalisti, sviluppatori, specialisti della sicurezza e, soprattutto, lettori. Milioni di persone in Russia non si arrendono, nonostante l'enorme pressione. Centinaia di migliaia in tutto il mondo comprendono il valore della libertà di parola".

14 settembre 2023

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