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Gariwo Magazine

"La costruzione di una convivenza pacifica in Medio Oriente dipende anche da tutti noi"

L'appello di Daniela Dana, Presidente Associazione Figli della Shoah

Riprendiamo di seguito l'appello di Daniela Dana, Presidente dell'Associazione Figli della Shoah. Costituita nel 1998 da alcuni dei sopravvissuti alla Shoah e dai loro familiari, l’Associazione Figli della Shoah ha contribuito, fin dalla sua fondazione, alla campagna per l’approvazione della Legge che ha sancito la data annuale commemorativa del Giorno della Memoria a partire dal 27 gennaio 2001. Gariwo ha collaborato con l'Associazione in numerose occasioni. 

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Assistiamo in questi giorni sconvolti ed impotenti alla nuova tragedia che ha colpito Israele e la Striscia di Gaza.
Desideriamo ringraziare di cuore tutti coloro che in questi giorni ci hanno espresso la loro solidarietà e la loro vicinanza.
L’hanno fatto senza dare giudizi su chi avesse torto o ragione ma sapendo che la complessità della realtà geopolitica della regione necessita moderazione e ponderazione.
Ci aspettano giorni cupi di lutti e dolore, in cui le vittime saranno inevitabilmente inermi civili da entrambe le parti.
Non siamo un’associazione politica, siamo un’associazione che promuove il rispetto dei diritti umani, della tolleranza e della convivenza pacifica tra i popoli, proprio in virtù di ciò che la Shoah ha tragicamente rappresentato per il popolo ebraico.
Vi sono stati torti e ragioni da entrambe le parti, occasioni mancate e miopia politica, ma rimane indiscutibile lo stesso diritto all’esistenza e all’autodeterminazione di questi due popoli.
La sola richiesta che ci sentiamo di fare, aldilà delle opinioni politiche di ognuno, è quella di non cadere in superficiali parallelismi e dosare i toni degli interventi in rete, consapevoli del fatto che le nostre parole, amplificate dai nostri profili social, possono alimentare l’odio verso Israele e verso gli ebrei delle comunità ebraiche di tutto il mondo, diffondendo sentimenti di intolleranza, antisemitismo e antisionismo.
Condividere messaggi di pacatezza e solidarietà, al posto di immagini e video virali la cui fonte non è verificata, è un'azione responsabile ed efficace contro i fanatismi e le violenze verbali online.
La costruzione di una convivenza pacifica in quella regione e non solo, se ancora possibile e immaginabile, dipende anche da tutti noi.

13 ottobre 2023

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