Gariwo
https://it.gariwo.net/magazine/diritti-umani-e-crimini-contro-lumanita/nei-centri-d-accoglienza-non-verra-piu-insegnato-l-italiano-ai-migranti-26727.html
Gariwo Magazine

Nei centri d'accoglienza non verrà più insegnato l'italiano ai migranti

Cancellate le risorse destinate alla formazione, così si aumenta il rischio di emarginazione

“È solo la lingua che rende uguali. Uguale è chi sa esprimersi e intendere l’espressione altrui”. Questa famosa frase di don Lorenzo Milani dovrebbe diventare il motto della protesta degli insegnanti nei centri di accoglienza dove non verrà più insegnato l’italiano ai migranti perché Il decreto soprannominato in modo offensivo Cutro (col nome del naufragio avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023) e diventato legge nel maggio scorso ha stabilito di limitare i servizi complementari del sistema di accoglienza necessari alla loro integrazione e a evitare che restino ai margini della società. 

“HELP. Un Cas (centro di accoglienza straordinaria) di Milano cerca urgentemente almeno 9/10 volontari disponibili ad insegnare italiano. Ancora una volta saranno le associazioni del terzo settore e noi privati cittadini a doverci mettere una pezza”. Questo appello dell’associazione Rete Milano è uno dei tanti che stanno circolando in queste ultime settimane di un anno horribilis per quanto riguarda (anche) l’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo perché nei bandi per il 2024 le esigue risorse che erano rimaste per i corsi di italiano (già ridotte dalle leggi precedenti) sono state cancellate. Con una riga barrata letteralmente sulle opzioni per i servizi di formazione. Quasi una metafora del cupo destino che li e ci attende. Una riga barrata sulla lingua italiana e sul diritto costituzionale e universale all’istruzione. 

Nei cinquemila centri di accoglienza straordinaria (CAS) dove sono parcheggiati la maggior parte dei migranti (circa 80mila) non si potrà più garantire l’insegnamento dell’italiano. L’articolo 6-ter del decreto legge 20 “Disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare” prevede infatti che vengano eliminati i servizi supplementari e riduce l’accoglienza a un tetto, per chi ce l’ha, in centri sovraffollati dove si stanno mescolando adulti e minori e dove la mera assistenza materiale è sempre meno rispettosa dei loro diritti più elementari. L’allarme per tutti gli insegnanti di italiano che resteranno senza lavoro per ora è rimasto in sordina ma rischia di creare un vulnus. 

Come spiegano Giovanna Saraceni e Alice Vita dell’associazione Franco Verga che si occupano della formazione per stranieri, anche nelle scuole più periferiche di Milano dove aiutano i nuovi iscritti con background migratorio a imparare l’italiano attraverso i laboratori del progetto Esploratori d’italiano: “Sono appena arrivati da noi 15 egiziani analfabeti da un centro di accoglienza, grazie alla segnalazione di insegnanti che non potranno più aiutarli” Ed è solo l’inizio perché quelli più motivati ad integrarsi busseranno alle porte delle associazioni, ma tanti altri si perderanno per strada e resteranno talvolta analfabeti.

L’associazione Franco Verga aiuta gli stranieri a imparare l’unico strumento che può aiutarli a diventare cittadini italiani. “L’anno scorso abbiamo assistito quasi duemila allievi, di cui un migliaio ucraini”, precisa il presidente Lino Duilio. Valentina Mussi, che ha scritto con le sue colleghe Martina Mambelli e Alessia Benenti Al Centro - un libro didattico per richiedenti asilo frutto di un’esperienza che è stata una sfida complessa per adeguare l’insegnamento della lingua alle richieste esistenziali e materiali dei richiedenti asilo - osserva: “Ora saranno solo i volontari a poter aiutare i migranti per i quali gli insegnanti sono un punto di riferimento, una bussola per riuscire ad orientarsi nella società. Inoltre noi oltre all’italiano, cercavamo di dare loro nozioni di educazione civica, che è fondamentale per inserirsi nel contesto sociale. Ora tutto quello che abbiamo creato in tanti anni di investimento formativo, andrà perduto”. 

Anche perché oltre all’italiano, il governo Meloni che in nome della sicurezza ha aumentato l’insicurezza per tutti, ha eliminato anche la figura dello psicologo e il servizio di orientamento legale. Come se riducendo i servizi, si potesse cancellare la loro precaria esistenza. E gli insegnanti si chiedono basiti come sarà possibile difendere l’unico strumento di integrazione rimasto a disposizione, necessario a lavorare, a farsi capire e a capire gli altri, a evitare che tanti cittadini stranieri finiscano ai margini, diventando solo un problema di ordine pubblico. “Molti sono analfabeti, altri invece scolarizzati. Alcuni non frequentano i corsi perché vanno a lavorare, a fare i rider o altri lavori in nero, ma tanti vogliono emanciparsi. Quello che sta succedendo tornerà indietro come un boomerang”, spiega, furiosa, un’insegnante di un centro di accoglienza. 

Quindi dietro l’angolo, nell’anno che verrà, ci sarà un’altra incognita. Cosa succederà a quelli che resteranno chiusi nella loro comunità, senza capire il mondo che li circonda, senza un ponte verso il futuro? Cosa succederà ai giovani arrivati a piedi dalla rotta balcanica o dal Mediterraneo con una pagella nello zaino? Come faranno le donne a emanciparsi? Migliaia di migranti hanno imparato in Italia a tenere la matita in mano e chi invece aveva studiato o si era laureato nel suo Paese di origine, ha potuto emergere, esprimere il proprio talento. E ora, per risparmiare, per raccogliere facili consensi con slogan e politiche sovraniste, l’alfabeto negato dal Governo a tanti migranti e richiedenti asilo, si trasformerà in una nuova emergenza sociale attutita solo in parte dalle tante associazioni del terzo settore. Con una domanda a cui è difficile trovare risposta: Cui prodest?

Cristina Giudici, giornalista

14 dicembre 2023

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Grazie per aver dato la tua adesione!

Contenuti correlati