“La democrazia è una forma di governo affascinante, piena di varietà e disordine, e assegna una sorta di uguaglianza agli uguali e ai diseguali”
Platone
La crisi della democrazia è uno dei fenomeni centrali del periodo che stiamo vivendo: non si tratta di un semplice decadimento istituzionale, bensì di un processo articolato che coinvolge le modalità di rappresentanza, le dimensioni culturali e linguistiche. Ma investe anche l’ordine globale e sovranazionale, i rapporti tra individuo e comunità e i riflessi interiori e psicologici nelle soggettività collettive.
Individuare l’innesco della crisi è impossibile. Possiamo dire, però, che – come ha scritto Gabriele Nissim nella sua Carta della Democrazia – è “dopo la fine della Seconda guerra mondiale e la caduta del Muro di Berlino che nel mondo è iniziato a capitare qualcosa di inaspettato per chi aveva creduto che i valori della democrazia, del dialogo, della pace e della nonviolenza fossero garantiti. Oggi ci rendiamo conto che non è più così e ce lo stanno dimostrando le nuove immagini delle autocrazie del XXI secolo: quelle che perseguitano e mettono a tacere ogni voce differente, così come il clima di odio e di contrapposizione che si percepisce sulla scena pubblica, ci fanno capire come si sta perdendo il gusto e il richiamo ai fondamenti della democrazia.”
Nel corso degli ultimi trent’anni, poi, anche la politica ha perso la sua funzione di collettore delle istanze popolari, capace di trovare soluzioni condivise, e si è invece chiusa in piccoli partitini distaccati dalla vita reale delle persone. La conseguenza è che la gente ha cominciato sempre più a farsi sedurre dalle sirene del più forte: da un solo soggetto che finisce per far apparire allettante l’autocrazia, se non addirittura la tirannide.
Di fronte a questa pericolosa deriva è necessario sottolineare la bellezza della democrazia e farne rinascere dal basso il desiderio. È proprio per questo che Fondazione Gariwo ha scritto una Carta della Democrazia e ha avviato un dialogo con intellettuali, esperti ed esperte del nostro tempo, per provare ad analizzare questa crisi e cercare soluzioni condivise partendo da alcune domande cruciali: e se fosse ormai già troppo tardi?
Se l’epoca democratica, iniziata con la Rivoluzione francese, fosse ormai conclusa?