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L'alba d'Occidente. Rinasce ogni volta, dalla separazione tra potere e sapere

di Wlodek Goldkorn

Riprendiamo di seguito l'articolo di Wlodek Goldkorn pubblicato su “Huffpost” il 9 maggio 2024.

Quello che comunemente chiamiamo l’Occidente è un deposito di storie, miti e istanze nobili e meno nobili. O se vogliamo, l’Occidente è un insieme di narrazioni contraddittorie, un puzzle che mai potrà essere ricomposto perché con il procedere della storia vi si aggiungono nuovi pezzi mentre quelli “vecchi” comunque hanno forme che cozzano l’una contro l’altra in modo che quell’insieme non possa mai essere armonico. Fra quelle storie ci sono vicende feroci. E così l’Occidente ha prodotto il colonialismo, il razzismo, la Shoah (la catastrofe della civiltà occidentale), sistemi di pensiero e modi di agire che implicano che gli esseri umani non sono uguali e che anzi alcune categorie sono superflue o nocive. Prodotto occidentale è anche lo stalinismo, con i milioni di morti in alcuni decenni della sua esistenza. Spesso, i critici dell’Occidente, in apparenza, hanno ragione. Facciamo un solo esempio: in questi giorni si festeggia in Europa la vittoria contro il nazismo l’8 e il 9 maggio 1945. Ma negli stessi giorni di quell’anno, mentre a Parigi si ballava per le strade, a Sétif in Algeria, una colonia francese, venivano massacrate migliaia di persone scese in piazza.

E allora, perché quel che chiamiamo l’Occidente, nonostante le profezie del declino, le teorie sul tramonto (l'Occidente è terra del tramonto) e prassi disdicevoli, periodicamente si risolleva, rinasce, si rigenera, risorge come la Fenice dalle ceneri? Qui torniamo all’inizio: perché fra le storie che giacciono nel deposito delle narrazioni ci sono alcune del tutto particolari. Fra queste storie c’è la separazione, nonostante le decostruzioni fatte negli ultimi decenni, fra il potere e il sapere. La separazione fra il sapere e il potere è, a sua volta, la base della laicità (ne sapeva qualcosa Bertolt Brecht che raccontava Galileo, per fare un altro esempio). Il sapere non è sacralità, anzi, alla base del sapere c’é il dubbio, la continua e incessante esigenza di mettere in questione le verità assodate. Quanto sopra non è una situazione data, ma una conquista che a sua volta viene messa in discussione dai poteri che vorrebbero essere i padroni anche del sapere.

Fra i suoi critici regna talvolta la convinzione che l’Occidente sia una specie di set di valori: traditi, ovviamente. Ma a pensarci, un simile atteggiamento hanno spesso pure gli irriflessivi apologeti di quell’idea che prende il nome di una parte del mondo, l’Occidente appunto, che nel bene e male ha abolito perfino i limiti geografici, tanto il Giappone è Occidente.

E invece, l’Occidente esiste e resiste perché è una storia incompiuta e ogni giorno reinventata di nuovo.

(pubblicato su “HuffPost”, 9/05/2024)

Foto in copertina da Pexels

Wlodek Goldkorn

Analisi di Wlodek Goldkorn, scrittore e giornalista

15 maggio 2024

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